Il campionato italiano in questa stagione risulta molto equilibrato, tante squadre sono in lotta per scudetto ed anche la zona retrocessione vede coinvolta molti club. Secondo una rilevazione effettuata dalla società di consulenza Kpmg considerando i campionati a 20 squadre, nelle ultime tre stagioni per rimanere in Serie A sono serviti 51,4 milioni in termini di costi del personale. Secondo quanto riporta Calcio e Finanza Andrea Sartori, responsabile del settore sport di Kpmg ha dichiarato: “è molto interessante notare che nelle tre stagioni prese in esame le tre squadre italiane che sono riuscite a rimanere nella massima serie hanno generato in media un fatturato di 52,6 milioni di euro, il che mette in evidenza una forte instabilità finanziaria, visto che i loro proventi sono stati quasi completamente erosi dai costi sostenuti per gli ingaggi”.
“Tuttavia, i dati riferiti alla stagione 2013/2014 mettono in evidenza un comportamento positivo da parte del Sassuolo che è riuscito a mantenere la categoria dopo avere speso di 10 milioni complessivi nei salari, meno rispetto ai club che si erano salvati nelle due annate precedenti». Confrontarsi con la Seria A per molte squadre è sempre più difficile, servono investimenti importanti e molti club non sembrano avere la disponibilità o le giuste competenze per mantenere la categoria. Il Sassuolo ha investito sul mercato, mettendo a disposizione del tecnico una squadra giovane, si è deciso di puntare su calciatori italiani a differenza di altre squadre che preferiscono operare sul mercato estero alla ricerca di occasioni che nella maggior parte dei casi si rivelano un flop. Due società come Frosinone e Carpi non sembrano avere disponibilità necessarie per mantenere la categoria, anche l’Udinese negli ultimi anni pur realizzando molte plusvalenze ha deciso di non intervenire sul mercato.