Serie A, cosa ci ha detto, finora, la quinta giornata: Juventus con il trequartista, l’Inter vince sempre

Sta per concludersi un'altra giornata di Serie A, la quinta. Tante indicazioni dall'ultimo turno di campionato: moduli, obiettivi e ridimensionamenti

La quinta giornata di Serie A sta per andare in archivio. Manca all’appello solo il posticipo tra Torino e Milan, che darà indicazioni importanti sulle due squadre, che stanno attraversando un momento difficile. Ciò che è già passato ha detto tanto. Il turno infrasettimanale ci ha mostrato una Juventus che migliora piano piano. Maurizio Sarri ha sperimentato il modulo con il trequartista, come già fatto ai tempi di Empoli. Ramsey sarà da rivedere in quella posizione, ma le indicazioni per il futuro sono sembrate positive. Il palleggio è migliorato, Dybala si è integrato bene dialogando con i compagni. Una scelta, quella di Sarri, dettata anche dal momento di difficoltà. Gli esterni latitano per via degli infortuni (Douglas Costa) o delle scelte tecniche (Bernardeschi non viene reputato adatto al ruolo, Mandzukic è fuori dal progetto). Ad adattarsi al ruolo di 10 potrebbero essere in tanti: da Ramsey a Dybala, da Rabiot allo stesso Bernardeschi, visto più come un interno. Cristiano Ronaldo è intoccabile, accanto a lui si potrebbero alternare Higuain e Dybala. Un’idea che stuzzica Sarri e i tifosi bianconeri. Quello che non ha convinto, al di là della papera di Szczesny, è la tenuta difensiva, specialmente sui calci piazzati. E’ ancora lì il difetto juventino sul quale Sarri dovrà insistere, oltre che sul gioco, che migliorerà con il tempo.

Se la Juventus va via via convincendo, l’Inter non entusiasma per gioco, ma continua a vincere. La squadra di Conte ha fatto 5 su 5, pur faticando contro la Lazio. La forza dei nerazzurri sta proprio in questo: vincere anche giocando male e soffrendo. Un segnale forte al campionato e alle rivali per lo scudetto. La difesa, la meno battuta d’Europa (un solo gol subito, anche se per ieri deve ringraziare Handanovic), un’aggressività e un’intensità impressionanti. Ma contro la Lazio si è visto anche qualche miglioramento offensivo. Nel secondo tempo l’Inter ha gestito meglio il pallone, con personalità e ha creato un paio di occasioni per chiudere il match. La squadra ha già l’impronta carismatica del suo allenatore e la forza per lottare per vincere il campionato.

Per due squadre che vincono ce ne sono tre incompiute. A partire dal Napoli. La squadra di Ancelotti si è fatta sorprendere dal Cagliari. E va bene che ha creato occasioni in quantità industriale, ma nel calcio conta chi fa gol e ieri sono stati i sardi ad essere cinici e a sfruttare una delle rarissime occasioni avute. Continua a far discutere la posizione di Insigne. Lo “scugnizzo” è sembrato soffrire il suo snaturamento. Ancelotti lo vuole più centrale e non relegato sulla fascia sinistra, come spesso fa. Insigne si trova a suo agio proprio sulla sinistra e nel post-partita non le ha certo mandate a dire all’allenatore. In un siparietto andato in scena a Tiki Taka con Cassano, il barese dice: “Lorenzo di’ ad Ancelotti di metterti largo a sinistra”. “Chiamalo e glielo dici tu”, la risposta del napoletano, che più che una battuta ironica è sembrata una frecciatina. Poi c’è il disorientamento di Koulibaly. Dopo l’errore contro la Juventus, una grande prestazione contro il Liverpool, ma ieri di nuovo il blackout. Non si può lasciare la squadra in 10 per proteste quando sei sotto di un gol e manca solo il recupero. Il senegalese va recuperato.

Le altre due incompiute di giornata sono le romane. La Lazio ha sprecato tanto nel primo tempo di San Siro, tornando a mostrare i difetti di altre giornate, soprattutto il calo nella ripresa. La Roma è stata dominata dall’Atalanta. La squadra di Fonseca, che tanto aveva entusiasmato per il gioco offensivo, ieri ha mostrato solo le pecche difensive. Lacune che nemmeno l’ottima prestazione di Smalling ha potuto colmare. Dopo l’uscita del centrale inglese, la Dea ha preso il controllo e Gomez e Zapata sono saliti in cattedra. Un’Atalanta, che dopo la batosta di Zagabria e la rimonta di Parma contro la Fiorentina, si è ripresa alla grande e si assesta al terzo posto. D’altronde Gasperini ci ha abituati alle partenze lente.

Chi si trova, a sorpresa, al quarto posto è il Cagliari. La squadra di Maran, come detto è stata cinica e spietata, ma anche ordinata nel difendersi. Una squadra che non fa delle gare in trasferta il suo punto di forza, ma che sta iniziando ad ingranare anche lontano dalla Sardegna. Rosa di qualità e ricordiamo che Pavoletti e Nainggolan sono fuori. Un progetto interessante, in cui tutti hanno un ruolo fondamentale.

Il Bologna di Mihajlovic si conferma squadra tosta e fantasiosa, ma il rigore di Sansone grida vendetta. I felsinei avrebbero potuto essere al terzo posto. Passo indietro del Sassuolo a Parma. Dopo il calcio spumeggiante mostrato contro la Spal, la squadra di De Zerbi è stata poco pericolosa e dominata dai ducali per gran parte del match. La squadra di D’Aversa ha disputato un ottimo match con un Gervinho in forma strepitosa fermato solo dal Var. Inglese sembra involuto rispetto allo scorso anno ed è un giocatore da recuperare. Il Brescia ha giocato un’ottima gara contro la Juventus. Bene Balotelli all’esordio, la sua classe e la sua esperienza potrebbero essere utili alla squadra di Corini. Sugli scudi anche Tonali e Donnarumma, le Rondinelle potrebbero stupire. Un ‘altra neopromossa che sta facendo bene è il Lecce. La sconfitta all’esordio contro l’Inter aveva fatto presagire una stagione difficile. Le cose si erano aggravate con il ko interno contro il Verona. La squadra di Liverani ha continuato a fare il suo gioco. L’allenatore romano vuole proporre calcio contro tutti ed ecco che sono arrivate due vittorie in trasferta su campi difficilissimi come quelli di Torino e Spal. La sconfitta contro il Napoli ci può stare.

La Fiorentina è tornata alla vittoria. Tre punti che mancavano da troppo tempo e potevano arrivare già contro l’Atalanta. I viola hanno superato la Sampdoria, nonostante il brivido finale. La rosa è di qualità e anche ieri Chiesa, Ribery e Castrovilli hanno fatto vedere che giocatori sono. Una maggiore stabilità difensiva potrebbe regalarci una squadra in grado di stupire. Il Verona di Juric ha sfoderato un’altra buona prestazione. Orgoglio e grinta contro l’Udinese, ma Musso e un po’ di imprecisione sono valsi soltanto un punto.

Passiamo alle delusioni della giornata e, sin qui, della stagione. Il Genoa di Andreazzoli era partita fortissimo ed ha conosciuto una serie di stop inaspettati. Ieri contro il Bologna sarebbe potuta arrivare un’altra sconfitta, ma Sansone ha graziato i rossoblu. L’Udinese è in caduta libera. Dopo l’esordio vincente contro il Milan sono arrivate tre sconfitte e il pari di Verona, ottenuto solo grazie a Musso. Imprecisa davanti e ballerina dietro, la squadra di Tudor ha bisogno di un’inversione di marcia. Le due principali delusioni sono la Spal e la Sampdoria. La squadra di Semplici ha ottenuto solo la vittoria contro la Lazio, peraltro in rimonta. Undici gol subiti sono troppi per una squadra che l’anno scorso aveva fatto del Paolo Mazza un fortino. La rosa non è da penultimo posto, ma serve una scossa. La squadra di Di Francesco non ha mai convinto, nemmeno nell’unica vittoria ottenuta, quella contro il Torino. Una difesa che fa acqua da tutte le parti e un Murillo che doveva dare esperienza e che, invece, si è rivelato impresentabile. Finora la quinta giornata ci ha detto questo. Attendiamo Torino-Milan, entrambe sono a 6 punti e potrebbero andare al quarto posto in caso di vittoria. Il campionato si annuncia bello e aperto, non mancheranno le sorprese.