La scorsa estate in Serie A sono arrivati ben 69 nuovi stranieri, escludendo i ‘cavalli di ritorno’, come Felipe Melo e Jovetic, per fare degli esempi. Dopo la conclusione del girone di andata, si può tracciare un bilancio dettagliato sulla loro utilità effettiva. Di milioni di euro ne sono stati spesi parecchio, ma ne è valsa la pena? Andiamo a vedere, cominciando a parlare proprio di quest’ultimo caso, di quei calciatori i per i quali è valsa la pena sborsare del denaro, promossi a pieni voti. In cima ci mettiamo ovviamente Nikola Kalinic, che la Fiorentina ha acquistato dal Dnipro per la modica cifra di 5,5 milioni di euro: il suo valore è adesso almeno quadruplicato. Il croato ha sin qui segnato 10 goal in campionato più 1 in Coppa Italia. Altro affare è stato quello della Juventus, che ha ingaggiato a costo zero Sami Khedira dal Real Madrid: salvo qualche infortunio di troppo, il tedesco si è dimostrato ancora pienamente in forma fisica aggiungendo non solo quantità ma anche qualità al centrocampo. Da promuovere pienamente, tra i bianconeri, anche gli arrivi di Alex Sandro e Mario Mandzukic: il laterale mancino ha tutto per diventare il più forte del mondo nel suo ruolo, il centravanti non lo scopriamo certo oggi e, dopo un inizio stentato, si è presto riabilitato. Rimanendo alle grandi squadre, non si può che registrare come positivi anche gli arrivi di Carlos Bacca al Milan, Jeison Murillo, Ivan Perisic e Miranda all’Inter, e Lucas Digne alla Roma. Sul nome del croato qualcuno potrebbe storcere il naso, sbagliando: il suo peso specifico nei risultati sin qui ottenuti dai nerazzurri è di quelli pesanti, visto il tanto lavoro sporco cui ha affiancato sprazzi di qualità che, a dirla tutta, potrebbe produrre in misura maggiore. Ma c’è del buono anche nelle periferie. Alla Sampdoria si è disimpegnato molto bene Fernando, acquistato dallo Shakhtar Donetsk ed oggi nel mirino delle big italiane. E se a Palermo tra i pochi a salvarsi è Oscar Hiljemark, all’Atalanta è stato una grandissima scoperta Marten De Roon, centrocampista di grande quantità e buona qualità. Menzione di grande merito, infine, per Sergej Milinkovic-Savic della Lazio: il ragazzo, strappato alla concorrenza della Fiorentina, ha un grandissimo futuro davanti a sè, ma il presente non è già assai roseo.
Ma c’è anche chi non ha ancora convinto al cento per cento, magari per colpe non del tutto proprie. Sono coloro ai quali va assegnato lo status di promossi con riserva. Su tutti Anthony Mounier del Bologna: inizio da stagione brillante con ancora Delio Rossi in panchina. Poi, con l’arrivo di Donadoni, paradossalmente, è finito ai margini. Inizio sprint e progressivo calo anche per Kuba Blaszczikowsky della Fiorentina, penalizzato anche da un infortunio che lo ha tolto dai giochi per parecchie settimane. Tra alti e bassi è sin qui andato il polacco Wojcech Szczesny che la Roma, probabilmente, a fine anno rimanderà all’Arsenal. Più le note positive, comunque, che quelle stonate. Sulla stessa lunghezza d’onda la situazione di Oliver Ntcham (Genoa), Mario Lemina (Juventus) e Ricardo Kishna (Lazio). Il primo è quello che sta giocando di più ma ultimamente è finito in ombra. Arrivato in prestito dal Manchester City, lì tornerà a fine stagione e, considerato che di mezzo non vi è un diritto di riscatto, pare improbabile che Gasperini ci punti ancora. Di proprietà dei loro club, invece, Lemina e Kishna. Il francese ha giocato soprattutto ad inizio stagione, quando la Juve ha dovuto fare i conti con varie assenze, lasciando intravedere ottime doti tattiche. Molto più talentuoso l’olandese della Lazio che, dopo la partenza sprint con esordio e goal contro il Bologna, si è un po’ smarrito, anche a causa di qualche problema fisico. Occhio infine, a numerosi giocatori di fascia. Pedro Pereira è arrivato alla Samp da misconosciuto: diciassettenne, ha vissuto i suoi giorni migliori con Zenga, adesso su di lui si sono posati gli occhi di varie squadre straniere ma deve ancora crescere parecchio. Non si è ancora capito quanto valga Alex Telles dell’Inter. Anomala la situazione di Ali Adnan dell’Udinese: punto fermo per gran parte della stagione e sempre tra i migliori in campo, il primo iracheno della Serie A è poi finito in panchina. Mistero. Bene Samuel Souprayen del Verona.
E poi? Poi abbiamo i rimandati, quei giocatori che hanno sin qui viaggiato tra alti e bassi, con prevalenza di questi ultimi, o che hanno comunque giocato poco per potere suscitare un giudizio definitivo, oppure ancora dai quali, per le qualità che possiedono, ci si aspetta molto di più. Due calciatori, in particolari, rientrano in quest’ultima fascia: Geoffrey Kondogbia dell’Inter ed Edin Dzeko della Roma, ad oggi comunque in odore di sonora bocciatura. E se al bosniaco potrebbe giovare l’arrivo sulla panchina dei giallorossi di Spalletti, il francese sembra avere qualche problema a livello caratteriale. Bene ha fatto le rare volte in cui è stato utilizzato il francese William Vainqueur della Roma, che dovrebbe accumulare maggior minutaggio. Onesti giocatori che hanno viaggiato tra alti e bassi e dei quali, probabilmente, si sarebbe potuto fare in alcuni casi a meno: Issa Cissokho (Genoa), Serge Gakpé (Genoa), Diogo Figueiras (Genoa) Alexsander Tonev (Frosinone), Cristian Ansaldi (Genoa), Abedlhamid El Kaoutari (Palermo), Nicklas Moisander (Sampdoria) e Daniel Pavlovic (Frosinone). Capitolo a parte merita Antonio Rudiger della Roma: rimandato per troppi disastri ma, avendo fatto vedere alcune cose importanti, potrebbe risalire la china. Infine, riferimento a qualche giovane di prospettiva che può fare meglio di quanto sin qui visto: Aleksandar Trajkovski (Palermo), Wesley Helander (Verona) e Filip Hoedt (Lazio).
Tra i bocciati, il nome in cima è quello di Luiz Adriano: arrivato per 8 milioni di euro, è appena andato via per 14 milioni dopo appena 3 goal. Tra i flop definitivi anche Martin Montoya, che all’Inter Mancini non tiene in considerazione. Come alla Fiorentina non c’è spazio per uno di quelli che pareva tra i colpi eccellenti della scorsa estate, vale a dire Mario Suarez. Situazione identica per Joan Verdù. A Napoli si è dimostrato totalmente inadeguato Vlad Chiriches, mentre totalmente inutile alla causa risulta Nathaniel Chalobah. Ingrossata parecchio la schiera del ‘Chi l’ha visto?’. Il Carpi vi ha contribuito parecchio, con i vari Kamil Wilczek, Federico Gino, Gaspar Iniguez e Matteo Fedele, mentre non c’è traccia di Emanuel Insua all’Udinese, Ravel Morrison alla Lazio, Nicolas Castillo al Frosinone e Claudio Winck al Verona. Ma ci sono anche quei giocatori che, pur ricevendo fiducia con una certa continuità, tutto hanno fatto tranne che convincere: Manuel Iturra non ha sin qui aggiunto nulla alla linea mediana dell’Udinese, mentre i vari Diego Capel e Darko Lazovic, scelti più di una volta da Gasperini per l’attacco del Genoa, hanno addirittura sconcertato in alcune occasioni. Riparleremo invece più in di alcuni giocatori troppo giovani per essere giudicati, al punto da essere spesso aggregati alla Primavera: Boris Radunovic (Atalanta), Emil Krafth (Bologna),Eirck Pulgar (Bologna), Marko Krivicic (Bologna), Rade Krunic (Empoli), Jaime Baez (Fiorentina), Sandro Sakho (Genoa), Guido Vadalà (Juventus), Patricio Patric (Lazio), Matheus Cassini (Palermo), Uros Djurdjevic (Palermo), Ezequiel Ponce (Roma) e Saso Prcic (Torino).