Le squadre italiane hanno imparato a lanciare i giovani dell’Under 21, vuoi per la mancanza di fondi, vuoi perché le nuove generazioni promettono bene, ma c’è un dato che la dice lunga sull’assenza di talenti italiani: la maggior parte dei ragazzi che approdano nelle Primavere di Serie A sono infatti stranieri. Dal 2010 ad oggi le percentuali dei presenti nel campionato si sono nettamente ribaltate e la presenza di italiani è crollata di quasi 10 punti percentuali: nella stagione appena conclusasi il 54,5% di giovani proveniva dall’estero, il rimanente 44,5% dall’Italia.
Eppure nella classifica dei più presenti dominano gli italiani. A giocare tutte e 38 le partite del campionato di Serie A 2014/15 ci sono Daniele Rugani, Luca Toni, Andrea Belotti e Josè Callejon. Con 37 presenze aumentano gli stranieri in percentuale ma gli italiani non perdono quota: Higuain, Thereau, Handanovic, Danilo, Karnezis, Sportiello, Croce, Paloschi e Vazquez.
Tutti gli altri ‘presenti’ sono quasi tutti stranieri, una lista infinita di giovani talenti provenienti da paesi europei ed extra europei. Il mondo è bello perchè è vario e il campionato italiano ha il merito di scovare, ogni anno,grandi talenti che trovano subito posto tra le big europee. E’ certo però che la mentalità nazionale, le strutture e soprattutto le società dovrebbero cambiare registro e puntare più sui giovani talenti, spendendo meno e meglio e valorizzando i propri vivai.