Può arrivare la svolta sul futuro del calcio italiano. In primo luogo si sta lavorando per il ritorno in campo dei tifosi, ma l’obiettivo è quello di portare anche ad una riforma dei campionati. Al momento sono tre le priorità: riaprire gli stadi, cambiare i campionati e provare a vincere l’Europeo con l’Italia chiamata ad essere protagonista.
Il presidente Gabriele Gravina, intervistato da ‘Il Corriere dello Sport’ ha svelato.
GLI STADI – “Dobbiamo riconquistare un ruolo sociale. Far comprendere ciò che rappresentiamo, in senso economico, civile, valoriale. Il risultato ottenuto riaprendo il campionato a giugno, senza contraccolpi epidemiologici, è un grande punto a nostro vantaggio. Per quello di buono che abbiamo fatto, ora possiamo concorrere alla pari con altre organizzazioni sociali ed economiche al rilancio del Paese. Ci è stato detto che bisognava aspettare la riapertura delle scuole, adesso spero che i riscontri positivi ci consentano di parlare di riaprire gli spalti. Certo, mi dispiace che ancora una volta l’Italia vada a rimorchio di esempi che arrivano da altri paesi, come la Germania”.
I PLAYOFF – “A me pare che le gare internazionali stiano crescendo di anno in anno. Noi invece non riusciamo a cambiare al nostro interno. Si teme che i play-off penalizzino le società che sono abituate a vincere e che investono di più. Il nostro campionato rischia di perdere pubblico, se in alcune fasi non è più decisivo per squadre che hanno già acquisito un risultato di retrocessione o di salvezza, o di piazzamento. E a quel punto non vale più chi vince o chi perde. Ma uno sport dove non si vince e non si perde non ha senso”.
“Sto lavorando a un campionato diviso in tre fasi, con una final eight per assegnare il titolo”.