Serie A: il pagellone della stagione, squadra per squadra

La Juventus da 10 in attesa della lode in caso di vittoria della Champions, deludono Milan, Cagliari e Cesena

Dal 10 per la Juventus campione d’Italia (la lode scattera’ in caso di ‘Triplete’) alle bocciature per le milanesi e per le tre retrocesse in Serie B. Queste le pagelle delle 20 squadre di serie A al termine della stagione 2015-2016.

ATALANTA 5: Salva si’, ma dopo grandi sofferenze e, bisogna dirlo, grazie al cammino con il freno a mano tirato delle ultime tre. Visto l’organico campionato deludente per la ‘Dea’ dopo le ultime ottime stagioni. Ha pagato Colantuono, esonerato a marzo per far spazio a Reja che ha centrato l’obiettivo.
CAGLIARI 4: Dopo 11 campionati in A, il Cagliari torna in B dopo una stagione iniziata tra l’entusiasmo dei tifosi per l’arrivo di Zeman, ma finita con un clamoroso fallimento. Il boemo, poi Zola, quindi ancora Zeman e infine Festa, niente da fare. Scelte sbagliate e rivoluzioni tecniche inutili. A rendere ancora piu’ amaro il tutto l’irruzione degli ultras in ritiro, un’altra brutta pagina in un’annata da dimenticare.
CESENA 5: Dopo un solo anno in A, i romagnoli tornano in B. A dir la verita’ tutto secondo pronostico visto che gia’ in estate la rosa non sembrava adeguata. Eppure, piu’ con Di Carlo che con l’esonerato Bisoli, la squadra ha lottato e fatto vedere anche un buon calcio. Non e’ bastato e anche gli infortuni, nel miglior momento della stagione, hanno influito.
CHIEVO 7: Avvio da brividi, anzi da incubi. Con Corini i veneti non giravano, poi Campedelli ha deciso di giocarsi la carta Maran e i ‘mussi’ hanno ripreso a volare. Dopo una bella rimonta salvezza tranquilla per il Chievo che anche quest’anno si e’ meritato la conferma tra le 20 migliori d’Italia.
EMPOLI 7.5: La sorpresa piu’ bella del torneo. Sarri ha confezionato un capolavoro, collezionando elogi e applausi ovunque, ma soprattutto facendo punti. Alla fine sono 42, non pochi per una matricola che a inizio campionato era considerata spacciata e che invece e’ stata la rivelazione del torneo: bella, solida e pratica. Complimenti a Sarri e a Corsi.
FIORENTINA 7.5: Quarto posto e semifinale di Europa League e Coppa Italia. Qualcuno si aspettava di piu’, ma la stagione non può non essere considerata piu’ che positiva. La Fiore ha avuto la sfortuna di beccare Siviglia e Juve in semifinale, ma e’ arrivata fino in fondo e anche in campionato e’ stata sempre sul pezzo, piazzando il sorpasso sul Napoli all’ultima giornata. I ‘se e i ma’ non contano, ma non va dimenticata l’assenza di Rossi, se Montella l’avesse avuto, chissa’…
GENOA 8: La societa’ merita un 4 per quella licenza Uefa non concessa che nega ai rossoblu’ la gioia di tornare in Europa dopo un campionato straordinario. Il Gasp ha costruito un giocattolo perfetto, una squadra bella e divertente che ha chiuso al 6° posto, ma che non giochera’ le coppe (se non ci saranno sorprese nell’ultimo ricorso) per un errore che il club piu’ vecchio d’Italia non doveva permettersi.
INTER 4.5: Un fallimento. L’ottavo posto in campionato e la prematura eliminazione in Europa League non possono definirsi in altro modo. Thohir ha provato a invertire la rotta: via Mazzarri per il ritorno di Mancini. A gennaio qualche (presunto) colpo di mercato, niente da fare. L’Inter ha deluso, ad ammetterlo e’ stato il ‘Mancio’, una garanzia per il futuro.
JUVENTUS 10: Per la lode bisognera’ aspettare il verdetto del 6 giugno, ma in realta’ la Signora la meriterebbe gia’. Quarto titolo consecutivo, decima Coppa Italia e una finale di Champions che sembrava impossibile sognare. Il primo a non crederci era stato Conte, l’uomo che ha riportato la Juve ai vertici del calcio italiano. Ha avuto torto, ha indovinato in pieno la societa’ quando ha deciso di puntare su Allegri dopo le dimissioni dell’attuale ct. E’ arrivato tra lo scetticismo generale, tra i calci (alla macchina) e gli insulti dei tifosi. Ha convinto tutti a suon di prestazioni, ‘fiuuu’ e risultati. Ora l’assalto al sogno Champions. Di fronte c’e’ il grande Barça, ma la Juve, intanto, e’ entrata nello stesso ristorante da 100 euro che Conte pensava di non potersi permettere.
LAZIO 8.5: Ha lottato per il secondo posto, all’ultima giornata si e’ preso il terzo espugnando il San Paolo al termine di una gara epica. Una gioia che in qualche modo compensa la delusione per la sconfitta nella finale di Coppa Italia, ai supplementari, contro la Juve. La squadra di Pioli (bravissimo) e’ stata una splendida protagonista del torneo. Bel gioco, tanti punti e un ambiente di nuovo entusiasta della sua squadra e che e’ a un passo dalla Champions League.
MILAN 4: Una grande delusione. Ancor di piu’ dell’Inter che in classifica e’ arrivata prima del ‘Diavolo’ e che ha giocato l’Europa League. Da sonora bocciatura la stagione rossonera, la prima con Pippo Inzaghi in panchina e anche per l’ex attaccante dal gol facile, e’ inevitabile il voto basso. Gli infortuni hanno avuto il loro peso, l’organico non e’ da vertice, ma neanche da decimo posto e tante scelte, oltre al gioco, non hanno convinto.
NAPOLI 5: Voleva dar fastidio a Juve e Roma nella lotta scudetto, sognava l’Europa League e il bis in Coppa Italia, alla fine al Napoli e’ rimasto in mano soltanto la Supercoppa italiana e un deludente quinto posto maturato negli ultimi 90′ del torneo, dopo l’incredibile sconfitta interna nello scontro diretto con la Lazio. Stagione obiettivamente negativa, dagli azzurri e da Benitez, da domani un ex, ci si aspettava di piu’ del 5° posto.
PALERMO 7: Dybala, Vazquez e…Iachini. I tre fuoriclasse di un Palermo che ha disputato un’ottima prima parte di stagione, rallentando nella seconda. Il voto resta comunque alto, perche’ i rosanero hanno centrato in netto anticipo l’obiettivo salvezza, hanno giocato un buon calcio e il grande risultato non e’ arrivato per una questione di…centimetri. Una ventina i legni colpiti da una squadra con un organico non di grande qualita’, ma con due talenti purissimi come Dybala e Vazquez, giocatori di grande carattere e rendimento come Sorrentino e Rigoni e un allenatore, Iachini che ha confermato di essere bravo e vincente anche in A.
PARMA 4: Due per i dirigenti del passato, 6 per la squadra. Dall’Europa conquistata e poi persa per colpa della societa’, alla Serie B e al fallimento per una gestione scellerata del club da parte della proprieta’ o per meglio dire delle proprieta’. Ghirardi&Leonardi, Taci e Manenti, i colpevoli di una stagione da incubo per i crociati, retrocessi in B nella speranza che i curatori riescano a salvare il titolo sportivo e lo stesso club. Per Donadoni e i suoi ragazzi impossibile fare calcio.
ROMA 7: Per meta’ campionato ha retto il passo della Juve, poi qualcosa ha cominciato a sgretolarsi dopo il ko e il polemico post-partita nello scontro diretto con i bianconeri. Una mazzata che la Roma ha pagato anche nelle Coppe (terza nel girone di Champions, eliminata dalla Fiorentina in Europa League e Coppa Italia) e che rischiava di far perdere la bussola alla squadra di Garcia. Alla fine il francese e’ riuscito a mettere in salvo il 2° posto che vale la qualificazione diretta in Champions. Non e’ poco, ma neanche tantissimo viste le ambizioni di inizio stagione e le certezze dello stesso Garcia: ‘vinceremo lo scudetto’, aveva detto dopo il ko dello Juventus Stadium. Non e’ andata cosi’ e alla fine i punti di distacco sono ben 17.
SAMPDORIA 7: A un certo punto Mihajlovic era convinto di poter centrare i preliminari di Champions, alla fine si e’ ritrovato al 7° posto, senza Europa, ma la stagione della Samp resta comunque da applausi. Anche perche’, se non ci saranno clamorose sorprese e sanzioni per vecchie storie, grazie alla mancata licenza Uefa del Genoa, i blucerchiati le coppe le giocheranno.
SASSUOLO 6.5: Mai coinvolto in ‘Zona B’. Del resto con la rosa che patron Squinzi ha allestito, il Sassuolo anche a inizio stagione non aveva nulla da temere. Berardi-Zaza-Sansone e’ un gran tridente e se le alternative si chiamano Floro Flores e Floccari c’e’ da stare tranquilli, anche perche’ negli altri reparti c’e’ gente all’altezza e in panchina c’e’ Di Francesco, un tecnico che ha dimostrato il suo valore. La sufficienza e’ piena e fuori discussione, ma resta il sospetto che i neroverdi qualcosa in piu’ avrebbero potuto fare.
TORINO 7: L’impresa di Bilbao, una gran seconda parte di stagione e il tutto senza Immobile e Cerci, i gemelli del gol dello scorso anno. Ventura ancora una volta ha fatto un gran lavoro, l’Europa non e’ arrivata ma il Toro, che ha giocato piu’ di ogni altro in questa lunghissima annata, c’e’ andato vicino prima di crollare atleticamente. Ha comunque chiuso al 9° posto e l’impresa al San Mames di Bilbao, dove nessuna italiana aveva mai vinto, restera’ nella gloriosa storia granata.
UDINESE 4.5: Anno 0 per nulla esaltante per Stramaccioni e appunto per questo, con ogni probabilita’, non ci sara’ anno 1. Al posto dell’ex Inter dovrebbe arrivare Colantuono, fatali al giovane tecnico romano alcune divergenze con patron Pozzo, ma anche un campionato obiettivamente deludente e non all’altezza dell’organico dei friulani. L’Udinese non e’ da quintultimo posto e i 41 punti sono un record negativo.
VERONA 6: Rispetto al campionato dello scorso anno il passo indietro c’e’ sicuramente stato, nonostante i 22 gol di Toni. Del resto fare meglio era davvero dura e comunque l’Hellas ha totalizzato 46 punti togliendosi qualche soddisfazione. Troppe pero’, le 65 reti subite. Il ds Sogliano ha gia’ dato l’addio, il futuro di Mandorlini e’ ancora da valutare, probabilmente restera’, comunque sia e’ gia’ un allenatore storico per il Verona.