Il campionato italiano è stato ancora rovinato da altri episodi di violenza, che hanno caratterizzato la scorsa giornata di Serie A. Sopratutto nel derby di Torino, con l’assalto al pullman della Juve e la bomba carta esplosa nella curva dei granata. E, così, l’ennesima domenica calcistica rovinata da pochi tifosi. Lo spettacolo della Serie A è decisamente lontano da quello della Premier League o della Bundesliga. Negli ultimi mesi, diversi episodi violenti hanno contraddistinto il campionato italiano. L’aggressione degli ultras al centro sportivo del Cagliari, gli striscioni dei tifosi giallorossi contro la madre di Ciro Esposito, il blitz dei sostenitori del Varese allo stadio. Episodi diventati quasi abitudine in Italia, una rarità invece nei maggiori campionati europei. La Premier League offre uno spettacolo totalmente diverso. Per esempio, nell’ultima giornata del campionato inglese, durante la partita tra Arsenal e Chelsea, un derby londinese sentitissimo: Mourinho, in uno stadio senza barriere, appoggiato ad una balaustra bassa si è messo a chiacchierare con un tifoso divertito dei Gunners. Un’immagine particolare, che difficilmente si vedrà in Italia.
Gli episodi del derby di Torino sono solo gli ultimi di una serie di vicende violente che sembrano non finire mai. L’Inghilterra ha combattuto la violenza degli ultras con la mano forte, usando regole esagerate ma efficienti. In Premier League, l’atmosfera allo stadio è totalmente diversa, caratterizzata dalla sicurezza. In Serie A, invece, nessuno viene punito e le violenze continuano, con gli ultras che occupano un ruolo sempre meno marginale. Nessuno si prende le colpe e tutti puntano il dito contro gli altri. Un intervento duro da parte delle società e della Federazione sembra necessario.