“Ci sono tante novità in Serie A, siamo tutti in attesa. Speriamo in un meraviglioso spettacolo nei 90 anni del girone unico. Con il ritorno del Verona, abbiamo tutte e 12 le squadre che hanno vinto in questi anni ai nastri di partenza“. Un entusiasta Gaetano Miccichè, Presidente della Lega di Serie A, ha presentato su Radio Sportiva il nuovo campionato 2019-20 al via sabato. “La qualità dell’offerta è l’elemento vincente e questo è stato compreso da tutti i club. Quest’anno sono arrivati tanti campioni per oltre 1 miliardo di spesa: migliorerà la passione, oltre che il livello delle partite“.
“Le date del mercato? Abbiamo mantenuto le stesse date delle altre leghe tranne la Premier. L’anno scorso c’erano state proteste da parte di presidenti e direttori sportivi che lamentavano problemi ad operare quando altrove il mercato era ancora aperto. Gli allenatori preferirebbero tempi più brevi per avere tutti a disposizione, ma una decisione che accontenti tutti è difficile, siamo andati sulla soluzione più equilibrata e vicina alle altre leghe europee. Boxing Day? Non sono un amante delle regole che cambiano di anno in anno, ma mi sembra che la formula attuale sia la migliore. L’anno scorso abbiamo scelto il Boxing Day, ma ogni nazione ha le sue abitudini. In Italia Natale è una festa di famiglia dove le giornate sono dedicate a dei valori forse più importanti. Inoltre il campionato si doveva fermare successivamente, spostando in avanti il periodo di vacanze dopo capodanno, con i tifosi che dopo lo stop natalizio avevano una pausa senza partite più lunga. Per questo siamo tornati all’antico dopo una serie di sondaggi con pareri di allenatori, giocatori e tifosi tornando al passato senza partite a natale e capodanno e riprendendo per l’Epifania“.
“Si è ritenuto di non modificare la tradizione per ora. Partite all’estero? Non ci abbiamo mai pensato, abbiamo già la Supercoppa. Nessuna nazione ha città di interesse come l’Italia, quindi vogliamo promuoverle. Formula Coppa Italia? L’interesse del trofeo è cresciuto tanto rispetto a quello che era la Coppa Italia 4-5 anni fa, dimostra che l’attuale formula ha molto senso grazie agli scontri diretti che hanno grande presa su tutti. Il calendario ha veramente poche date disponibili, e per questo le big entrano più tardi, ‘protette’ da partite casalinghe visto anche il percorso che fanno in Europa. Questo non ha impedito a molte ‘piccole’ di giocarsela fino in fondo“.