Serie A, giro di boa: il pagellone degli allenatori

Stefano Colantuono: Annata ben diversa dal solito per l’Atalanta, molto difficile e complessa. A Colantuono va dato atto di non avere mai perso la bussola, concentrandosi sul lavoro e lasciando da parte le attenuanti del caso. Con un Denis in queste condizioni, i risultati raggiunti sin qui non sono da sottovalutare. Per salvarsi la ‘dea’ ha bisogno di lui, che nel girone di ritorno migliorerà le prestazioni fatta nella prima parte di stagione: siamo pronti a scommetterci. Voto 6

Zdenek Zeman: La scelta fatta dal neo patron Giulini di affidare il Cagliari a Zeman aveva lasciato perplessi molti degli addetti ai lavori ed anche alcuni tifosi. Perplessità amaramente confermata da un girone di andata contrassegnato da una media punti da retrocessione, una caterva di goal presi e il cosiddetto ‘calcio spettacolo’ che tale è stato solo per gli avversari. La proprietà, prima che fosse troppo tardi, si è ravveduta, esonerando Zeman e sostituendolo con Zola. Come dargli torto? Voto 4

Gianfranco Zola: Arrivato da troppo poco tempo per essere giudicato, ma va detto che il Cagliari, sotto la sua guida, dopo il pessimo esordio contro il Palermo, sembra essere rinsavito. E’ comunque un buono inizio. Voto 6

Pierpaolo Bisoli: Già dall’estate si pensava che, per Bisoli, sarebbe stato un lavoraccio. Bastava dare un’occhiata alla rosa per rendersene conto. Bisoli ci ha provato, mettendoci tutta l’esperienza del caso. Non è bastato e, puntuale come in questi casi, è arrivato l’esonero. Tuttavia le responsabilità dell’allenatore non sembrano essere grandi, tanto è vero che il suo successore, Di Carlo, non sta certo facendo meglio di lui. Con una squadra così, servirebbe un miracolo. Voto 5

Domenico Di Carlo: Subentrato a Bisoli, vale per lui lo stesso discorso fatto per il suo predecessore. Del quale potrebbe avere lo stesso destino, visto che si parla anche per lui di esonero. Prestazioni pessime, ed in più non sembra avere la squadra pienamente sotto controllo. Voto 4,5

Eugenio Corini: Bilancio pessimo in sette partite: cinque sconfitte a fronte di una sola vittoria, mentre lo scorso campionato lasciava presagire un tipo di campionato sì combattuto, ma non così deficitario. L’esonero, in questi casi, è stato giusto ed inevitabile. Voto 4,5

Rolando Maran: Subentrato a Corini, sta conducendo il Chievo al campionato che ci si aspettava: sudore, intelligenza tattica, come si addice ad una squadra che deve salvarsi. Tuttavia, bisognerebbe compiere mezzo salto in avanti per poter essere certi di lottare con maggior sicurezza. Di meglio, però, è davvero difficile immaginare. Voto 6

Maurizio Sarri: Probabilmente il parco giocatori a disposizione è di categoria inferiore, eppure Sarri è riuscito a dare all’Empoli un’identità di gioco ben precisa. I toscani giocano un calcio spettacolare, vivace, frizzante si suol dire in questi casi. In più, la valorizzazione di giovani come Rugani e Pucciarelli. L’allenatore conta, eccome se conta…  Voto 7,5

Vincenzo Montella: Nelle annate precedenti la Fiorentina di Montella ci aveva abituato ad altro gioco ed altri risultati. Quest’anno arranca, complici anche gli innumerevoli infortuni che hanno falcidiato il reparto d’attacco. In più ci si mette anche un Cuadrado che, pur positivo, è lontano dalle vette di rendimento del passato. L’impressione è che il ciclo in viola del tecnico napoletano sia prossimo alla conclusione. Voto 6

Gian Piero Gasperini: Il Genoa è una delle sorprese più piacevoli del campionato. Gasperini ha saputo plasmare a sua immagine e somiglianza il ‘grifone’, quest’anno come non mai. Chi incontra i rossoblu, sa che dovrà sudarsi il risultato. Tante belle partite ed il picco della vittoria contro la Juventus. Peccato per l’infortunio di Matri, che rischia di complicare le cose. Voto 7

Walter Mazzarri: Il solito elenco di scuse per giustificare dei risultati pessimi ed un intero stadio che lo ha contestato più di ogni altro giocatore: quadro che, più di ogni altro giudizio, rende idea del lavoro onesto ma insufficiente svolto dal tecnico toscano. Che ha bruciato la sua grande occasione, non solo per colpe sue. Voto 4,5

Roberto Mancini: La media punti non è migliore di quella di Mazzarri, ma l’Inter, sotto la sua conduzione tecnica, sembra aver ritrovato un’identità tattica ed una certa serenità I bei tempi sono ancora molto lontani, l’idea è che la situazione sia destinata a migliorare, ma vogliamo comunque dare un giudizio d’incoraggiamento. Voto 6

Massimiliano Allegri: Ha chiuso il girone di andata con più punti di quanti non ne abbiano fatti, allo stesso punto, tecnici del calibro di Lippi, Capello e Conte. E proprio il tecnico pugliese pareva il suo spauracchio, scacciato via sotto il peso di risultati importanti. La Juve è campione d’inverno e sta esibendo un calcio di un certo livello, soprattutto dopo il cambio di modulo. Continui così. Voto 8

Stefano Pioli: Inizio difficile, poi Pioli ha trovato il bandolo della matassa e la Lazio è decollata, entrando a pieno titolo nella lista delle concorrenti al terzo posto. L’intuizione Felipe Anderson, aiutata dall’infortunio di Candreva, è la perla della stagione sin qui condotta, e l’esclusione di Klose dimostra che Pioli non guarda in faccia nessuno. Bene, molto bene. Voto 7

Filippo Inzaghi: Il compito per lui si prospettava complesso, non fosse altro che per la sua acclarata inesperienza alla guida di una prima squadra. Ne’ si potevano pretendere miracoli da Superpippo, come quelli che compiva sui campi da gioco. Fuori è un’altra storia, soprattutto se non hai il conforto di una squadra di prim’ordine. Alti e bassi, con i picchi toccati nelle partite contro Inter, Napoli e Roma. Gli ultimi risultati sono poco confortanti. Merita pazienza. Voto 5,5

Rafa Benitez: Dopo una primissima parte di stagione che lasciava presagire brutte storie, il Napoli si è ripreso, agguantando il terzo posto in classifica. Tuttavia lo spagnolo, che ha peraltro perso quell’equilibrio che lo aveva sempre contraddistinto, lasciandosi anche lui andare ai piagnistei in salsa arbitrale, è chiaramente all’ultimo anno alla guida del Napoli e lo si vede. Qualche scelta azzeccata, altre un po’ meno, come quella di intestardirsi su un Hamsik evidentemente fuori fase. Voto 6,5

Giuseppe Iachini: Prima vicino all’esonero, è riuscito in un doppio miracolo: far desistere Zamparini dal desiderio di cacciarlo e portare il Palermo nella parte sinistra della classifica. In mezzo a tutto questo, Iachini ha anche trovato la giusta combinazione tra Dybala e Vazquez, che compongono una delle coppie migliori del campionato. L’Europa League è un sogno possibile, senza Iachini parleremmo di altri. Voto 7

Roberto Donadoni: Il Parma è in fondo alla classifica, disastrato come mai prima nella sua recente storia. Responsabilità prima vanne trovate nell’assurdo calciomercato condotto la scorsa estate, ma il tecnico non va esentato da colpe. Donadoni parla ancora di salvezza: il miracolo è ancora possibile, ma il tecnico deve essere bravo a rivitalizzare la squadra, prima di tutto dal punto di vista caratteriale, visto che la depressione sembra essere all’ordine del giorno dalle parti di Collecchio. Voto 4,5

Rudi Garcia: Se la Roma è l’unica degna antagonista della Juventus nella corsa al tricolore il merito è, prima di tutto, del tecnico francese. Quadrato, netto nelle scelte, ha saputo esaltare le qualità di Nainggolan e restituito Totti allo smalto dei tempi migliori. Tuttavia, le continue polemiche arbitrali non fanno bene alla squadra e sarebbe ora che Garcia se ne rendesse conto. Prima che sia troppo tardi. Voto 7,5

Sinisa Mihajlovic: Se la Sampdoria è al terzo posto in classifica, alla pari con il Napoli, non è per caso. Già, perchè con Mihajlovic di mezzo nulla è per caso, ma è tutto frutto di un lavoro preciso, duro, faticoso ma che ripaga. Ha esaltato le qualità dei giocatori a disposizione, non ha avuto paura di lanciare alcuni giovani, ha fatto buon viso a cattivo gioco di fronte all’attacco rivoluzionato dal mercato invernale. E’ pronto per una grande squadra, ma prima può far grande la Samp stessa. Voto 8

Eusebio Di Francesco: Lo scorso hanno ha compiuto un capolavoro assoluto, nella stagione in corso si sta confermando, puntando sul solito blocco di atleti e rigenerando Francesco Acerbi, che ha dovuto lottare con una brutta malattia. Sembrerebbe l’erede ideale di Montella alla Fiorentina, con il suo calcio spettacolare e offensivo, ma tutto sommato equilibrato. Voto 7

Giampiero Ventura: Il Toro di quest’anno risente delle cessioni illustri di Cerci ed Immobile, che i sostituti, come sospettabile, stanno facendo rimpiangere moltissimo. Lui ci sta mettendo il carattere che tutti conosciamo, ma alcune scelte lasciano a desiderare. Ha tempo per fare ancora meglio, la società gli dia però modo di riuscirci. Voto 6

Andrea Stramaccioni: Dopo l’esperienza all’Inter pareva bruciato, Pozzo gli ha dato una possibilità e lui la sta sfruttando bene. Con umiltà e serietà si è messo al lavoro, senza proclami, ed il risultato è che l’Udinese sembra destinata ad una salvezza tranquilla. Lo scudetto di Strama sarebbe finire nella parte sinistra della della classifica, ma il compito non è dei migliori. Ha esaltato le qualità di calciatori come Allan e Thereau e può contare sul solito Di Natale. Incuriosisce la gestione di Scuffet, finito ai margini dopo l’exploit degli anni passati. Voto 6,5

Andrea Mandorlini: Gli hanno rivoluzionato la squadra e la sua gestione ne ha risentito parecchio. Lo scorso anno di questi tempi c’era un Jorginho formato campione, adesso il centrocampo è guidato dal discontinuo e deludente Tachtsidis. Voci di esonero ma non sembrano opportune, nonostante la modesta classifica degli scaligeri. Può risollevarsi. Voto 5,5