Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio continua nella sua opera di rinnovamento del calcio italiano. Al via, domani, una riforma che porta il tetto minimo dei giocatori in rosa a soli 25 elementi ed un allineamento alle norme UEFA per quanto riguarda i giovani cresciuti nel vivaio, che dovranno essere 4, e altri 4 quelli che sono cresciuti nel vivaio di una qualsiasi altra squadra italiana. Un bel problema per molte squadre con esuberi, ma soprattutto per quelle società che non hanno mai puntato sullo sviluppo dei giovani emergenti dalla propria ‘cantera’.
Parte, in questo modo, un circolo vizioso assolutamente positivo, che vede lo sviluppo dei giovani che dovranno essere pronti per debuttare in prima squadra se necessari e soprattutto dovranno avere la caratura necessaria per le sfide di livello internazionale, soprattutto per quelle squadre solitamente impegnate in Europa. Una grande rivoluzione, che rischia di cogliere impreparati molti grandi club italiani della massima serie.
Attualmente si contano 580 tesserati dalle squadre di Serie A: a questo punto 80 sarebbero esuberi e la necessità di vendere si tramuterebbe in una svendita colossale che potrebbe da un lato danneggiare le società, ma dall’altro incentivare un più moderato scambio di interessi tra club. Di certo non sarebbe un aiuto a fronte del calciomercato europeo, ancora molto distante per qualità e costi da quello delle nostre squadre al top. L’Assocalciatori e già in allarme e il presidente del sindacato, Damiano Tommasi, vuole prendere tempo prima che la riforma diventi effettiva.