“Il fuorionda di Striscia la notizia? Pensai di smettere”: Cosmi tra aneddoti e retroscena

Serse Cosmi, allenatore del Perugia, ha ripercorso la sua carriera in una lunga intervista, svelando aneddotti e retroscena

Serse Cosmi è sempre stato un allenatore vulcanico, che in carriera ha regalato parecchi aneddoti. Uno senza peli sulla lingua e con tante passione extra-calcistiche. L’attuale allenatore del Perugia si è raccontato in un’ora di video-chat sul profilo Instagram de ‘La Gazzetta dello Sport’, a partire dalla prima esperienza con la squadra della sua città:  “In porta Mazzantini o Kalac, i tre difensori Materazzi, Di Loreto e Milanese, esterni Grosso e Ze Maria; a centrocampo Liverani con Baiocco e Tedesco, oppure Blasi e Obodo; in attacco Vryzas e Bazzani o Miccoli. Quel 3-5-2, a livello tattico, con quei giocatori, non si è più visto e andrebbe usato come esempio”. 

Cosmi ha ricordato i più forti che ha allenato: “Fabian O’ Neill in assoluto, poi Miccoli per le qualità balistiche. Quello che avrei voluto allenare? Ovviamente Totti. Sono andato al suo addio al calcio e mi sono commosso”.

Famosissima l’espulsione in un Lazio-Perugia. Cosmi, uscendo dal campo, gridò verso la tribuna Montemario che lo insultava “Forza Roma!”. Il tecnico ricorda: “Peccato che mi stessero riprendendo e l’immagine è comparsa sul tabellone, così tutto lo stadio ha visto. L’arbitro ce ne aveva fatte di tutti i colori, stavo andando verso gli spogliatoi, mi tiravano le bottigliette e l’unico modo per difendermi è stato quello”.  Cosmi conserva ancora un quadretto con uno striscione: “Me l’hanno portato gli Irriducibili della Lazio. Vennero in albergo prima di un Roma-Perugia: un segno di stima che ho apprezzato molto”.

Anche momenti difficili nella carriera e nella vita di Cosmi, come il fuorionda trasmesso da ‘Striscia la notizia’ a inizio anni Duemila, quando il tecnico venne colto in qualche commento sgradevole: Fu una vigliaccata, una delle cose che più mi hanno fatto male in vita mia, insieme alla rapina che ho subìto in casa. Lo confesso, avrei voluto smettere. Solo le persone che mi erano vicine mi hanno dato la forza per andare avanti”.

Un curioso retroscena su Massimo Oddo: “A Lecce era a fine carriera e ci siamo lasciati male, ma quando è diventato allenatore ha capito cosa vuol dire un calciatore al capolinea. Ci siamo chiariti e ritrovati nella finale playoff Pescara-Trapani: dopo la sconfitta ero demoralizzato e lui mi ha consolato. Un bel gesto, perché tra noi allenatori c’è molta ipocrisia. E il caso ha voluto che a Perugia prendessi proprio il suo posto”.

Mourinho lo definì ‘Mago Merlino’: “Accadde a Livorno, appena arrivato la squadra dopo 9 giornate aveva solo 3 punti e vincemmo due partite. Alla terza arrivava la sua Inter. Quando gli chiesero una dichiarazione sul Livorno, lui disse che non sapeva che dire visto che era arrivato Mago Merlino sulla panchina della squadra. Poi si scusò, ma non c’era da scusarsi, avevo capito il senso ironico. Sono sicuro che quel commento fosse stato ispirato da Materazzi…“.

Nel corso della chiacchierata arrivano i saluti di un suo ex giocatore, Vasile Mogos, sulle cui qualità Cosmi ironizza: “Era un ottimo quattrocentista, ma solo quello“.  Cosmi è anche un deejay e appassionato di musica house: Quando un giocatore ascolta house con me guadagna punti. Stesso discorso per chi beve birra. Quando i campionati sono fermi, questo è ovvio”.

Serse Cosmi, deejay e attore. I film hard, l’incontinenza, il calendario, l’imitazione di Crozza e la voce