Shevchenko non ha dubbi: “Inter e Milan torneranno grandi”

Andriy Shevchenko parla del derby di Milano e di Inzaghi

Uomo di mille derby, per modo di dire. Nelle sue sei stagioni al Milan l’ucraino Andriy Shevchenko ha sempre fatto la differenza, soprattutto nei match che opponevano i rossoneri agli acerrimi rivali dell’Inter. Raggiunto dalla ‘Gazzetta dello Sport’ l’ex attaccante rossonero ha fatto un’accurata analisi del momento del Milan e della gestione della squadra da parte del suo caro compagno di mille battaglie Pippo Inzaghi, ma soprattutto riassume l’importanza del derby della ‘madunina’“bisogna essere concreti e capaci di tenere a bada i propri nervi per regalare emozioni a chi guarda. Io ho sempre cercato di fare così e adoravo la pressione dei derby. Se non sei capace di sopportarla non puoi giocare in una grande squadra.” 

Milan e Inter torneranno al top – prosegue Shevchenko – ma devono cominciare da questo derby, che vale molto più di tre punti. Vale la svolta, per tutti e due. Mi aspetto uno scatto del Milan. Juventus e Roma sono più forti, indiscutibilmente, però si può puntare al terzo posto, anche se il Napoli corre e anche l’Inter può rimettersi in pista. Torres? Da lui mi aspetto di più e so che può dare di più. L’ho incrociato da avversario in Inghilterra, è un grande attaccante. Io credo che Torres abbia ancora molto da dare, la sua storia non è finita. E poi il Milan ha altri buoni attaccanti: Menez è bravo, El Shaarawy un giovane di qualità”.

Quello di domani è anche una sfida tra i due tecnici, uno abituato a vincere, l’altro che si affaccia adesso al calcio che conta: Mancini è un allenatore importante, abituato alle grandi sfide, ne ha vissute tante sia da giocatore che da tecnico. E il cambio di allenatore crea un’atmosfera nuova. Non è un luogo comune, succede davvero. Inzaghi lo vedo entusiasta e agitato, sempre in movimento, come era da giocatore. Non ha l’esperienza di Mancini ma ha grinta e freschezza”. Ma qual’è il derby più bello mai giocato? Sheva non ha dubbi e indica quello del 2003 che portò i rossoneri a giocare la finale di Manchester in Champions League contro la Juventus: “decisamente il più bello. Due pareggi, e via in finale, ma con quanta tensione. È stata una settimana pazzesca, era come prima di una battaglia, si percepiva la tensione. C’era silenzio assoluto sul pullman mentre andavamo allo stadio. E a Milanello si sarebbe sentita cadere una foglia. Di goal ne ho fatti di più belli, ma quello è stato il più pesante. C’era stata anche una trattenuta, se non fossi riuscito a tirare forse sarebbe stato rigore, ma è stato meglio così”.