Simone Inzaghi è l’uomo del momento in Serie A. L’allenatore dell’Inter ha scritto il suo nome nella storia nerazzurra vincendo il tanto atteso Scudetto della seconda stella, il 20°. Una vittoria mai messa in discussione, arrivata al termine di una stagione dominata dai nerazzurri che hanno staccato le rivali Juventus e Milan veleggiando verso il titolo ottenuto proprio nel derby contro i rossoneri.
Intervistato da “Sportweek”, Giancarlo Inzaghi, papà di Simone, ha raccontato alcuni retroscena che riguardano il figlio: dalle critiche alla vittoria del titolo passando per alcuni aspetti strettamente personali.
Le critiche a Simone Inzaghi
Acclamatissimo oggi, dopo la vittoria dello Scudetto, criticato in passato. Nel calcio, troppo spesso, la memoria è corta. Ma papà Inzaghi non dimentica: “adesso ci godiamo la festa, ma nel febbraio e nel marzo dello scorso anno ho letto e sentito cose assurde. Qualcuno voleva far passare il concetto che Simone non fosse in grado di allenare l’Inter. Gli venivano attribuite colpe che, in realtà, non erano sue. Mi chiedevo come facesse a non rispondere, anche Filippo avrebbe voluto replicare a certe cattiverie.
Ma Simone è rimasto sempre tranquillo: ‘Papà, non preoccuparti. Il tempo racconterà la verità’. E così è stato. Però, ripensandoci adesso, è incredibile come abbia saputo farsi scivolare tutto addosso, ha dimostrato una personalità incredibile. So che non ha dimenticato nulla, ricorda certi giudizi e chi li ha espressi, ma guarda sempre avanti“.
Il carattere di Simone Inzaghi
Papà Giancarlo racconta il carattere di Simone e la sua reazione ai momenti più complicati: “Simone si tiene dentro la rabbia e cerca di trasmettere serenità. A volte ero io ad accennare il discorso delle critiche che riceveva e lui troncava rapidamente l’argomento dicendomi che sapeva come e dove nascevano, ma che non se ne curava. È un uomo educato, che ha grandi valori, e ha preferito non rispondere pubblicamente. Per lui parlano i risultati: prima di questo scudetto aveva vinto altri trofei con l’Inter arrivando anche in finale di Champions League. E così ha sempre mantenuto una grande tranquillità interiore nonostante critiche gratuite e cattive. Il suo lavoro è stato molto apprezzato all’estero: arrivano parecchie telefonate, ma lui sta bene a Milano“.
La reazione di Inzaghi dopo Monza-Juventus
Tranquillità interiore e fiducia nel suo lavoro sembrano essere state le armi del successo di Inzaghi, ma a volte anche un tipo come lui finisce per ‘esplodere’. È successo dopo Monza-Juventus quando i bianconeri, a pochi secondi dalla fine, vinsero in maniera rocambolesca con un gol di Gatti.
“Simone parla poco. Ci sentiamo una volta al giorno, spesso mi chiama al mattino alle 8 mentre porta i figli a scuola. Poi va ad Appiano Gentile e sparisce per tutti. Non mi racconta mai le cose dello spogliatoio, ma capisco che ha sempre le idee chiare su cosa deve fare. -racconta papà Inzaghi – So che quando la Juventus vinse a Monza segnando in pieno recupero ebbe una reazione non proprio da lord inglese, ma in realtà non ha mai avuto un momento di preoccupazione reale perché lui è sempre concentrato sulla sua squadra e vedeva che i giocatori lo seguivano bene e che stava nascendo una grande Inter. Questo bastava per lasciarlo tranquillo“.