Javier Tebas Medrano, presidente della Liga Nacional de Fútbol Profesional, ovvero l’organizzazione associativa sportiva spagnola composta dai club e dalle società sportive di calcio coinvolte nelle varie categorie professionali dei campionati spagnoli, ha ricevuto questo pomeriggio il premio IFFHS “Miglior torneo nazionale al mondo” al Soccerex che si sta svolgendo in questi giorni a Manchester. Nel post-premiazione, Medrano si è mostrato orgoglioso e felice del traguardo raggiunto: “Sono contento che per la quarta volta consecutiva siamo i migliori. Dobbiamo continuare a migliorare in modo che possiamo essere anche il prossimo anno i migliori. L’importante non è solo conseguire un premio, ma mantenersi al top sempre, perché ogni anno è sempre più complicato perché le leghe degli altri paesi crescono”. La presenza di squadre potenti come Real Madrid e Barcellona hanno una certa importanza: “Peso molto importante. Sono i locomotori del calcio spagnolo, ma stiamo lavorando affinché gli altri club si possano avvicinare. E i risultati si vedono con l’Atletico Madrid campione di Spagna e finalista di Champions League, senza dimenticare il Siviglia vincitore dell’Europa League”. Il presidente della LFP, ha parlato anche della situazione critica della Serie A: “I campionati si sono livellati, la differenza è di poco. Il campionato italiano è in un periodo di riconversione, economicamente. E quando qualche impresa è in questa fase ci mette tempo a riprendersi. Credo che il calcio italiano in un paio di stagioni potrà insediare la nostra leadership”. 
“Il vantaggio delle squadre B è quello di non competere contro altre squadre B – sottolinea -, bensì in categorie professionistiche. Ne ho parlato con i dirigenti del campionato italiano – prosegue – e posso dire che i giovani si formano in questo modo molto presto. Il fatto che abbiamo nazionali giovanili molto competitive è anche grazie alle squadre B che preparano i giovani delle big”. Tanta stima per Gino Pozzo, patron dell’Udinese e del Granada: “E’ un esempio di come calcio e affari sia sostenibile in una forma etica che ha portato risultati considerevoli in una città di 100mila abitanti. Un esempio in cui i soldi non sono tutto se non hai abilità gestionali e senso del lavoro”.