La Serie A si ferma per lasciare spazio alle partite delle Nazionali ed è arrivato il momento del primo bilancio dopo le prime gare in massima categoria. In testa alla classifica troviamo il Napoli e questa non è proprio una sorpresa, a pari punti con l’Atalanta. Poi una bella favola, quella dell’Udinese. I bianconeri sono stati protagonisti di un percorso eccezionale, sono state già gettate le basi per la salvezza dopo appena 7 giornate.
La squadra ha già conquistato 16 punti, è reduce da 5 vittorie consecutive e può vantare il migliore attacco insieme alla capolista Napoli. Il distacco dal primo posto è di un solo punto, nell’ultima partita è arrivata una prova di forza contro l’Inter (3-1 il risultato).
I protagonisti
La dirigenza continua a confermarsi di altissimo livello, l’obiettivo mimino della salvezza è stato sempre raggiunto, in più è riuscita a togliersi soddisfazioni anche in Europa. Il merito principale dei dirigenti è stato quello di individuare calciatori giovani e di grande prospettiva, ma in grado di disimpegnarsi bene anche nel campionato di Serie A. Il club è riuscito a gestire bene il bilancio, la cessione di tanti calciatori ha permesso di realizzare tante plusvalenze e rappresentare un modello anche dal punto di vista economico.
I principali protagonisti sono però i calciatori. Nessun fuoriclasse, ma tanti ottimi calciatori e allenati da un tecnico molto preparato. In porta Marco Silvestri rappresenta una sicurezza, in difesa il punto di riferimento è Becao. Poi due belle sorprese: la prima è Nehuén Pérez, calciatore nel giro dell’Atletico Madrid e che non ha di certo bisogno di presentazioni. Poi Jaka Bijol, 23enne autore del gol vittoria contro l’Inter, è un calciatore sloveno con ottimi margini di miglioramento.
A centrocampo i punti di riferimento sono Pereyra e Walace, un grande acquisto è stato Sandi Lovric, considerato un ‘piccolo Modric’. Poi spazio a Jean-Victor Makengo e ovviamente Udogie. L’ex Tottenham è il padrone della fascia, è ancora un 2002 ma ha dimostrato tutto il valore anche dal punto di vista realizzativo. In attacco una coppia che si trova a meraviglia: la qualità di Deulofeu e la forza di Beto.
Sottil, il definitivo salto di qualità
Il vero protagonista del miracolo Udinese è però Andrea Sottil, un allenatore che è partito dal basso e che è arrivato ad altissimi livelli. E’ stato un ex calciatore, di ruolo difensore. Nel corso della carriera ha indossato le maglie di Torino, Fiorentina, Atalanta, Udinese, Reggina, Genoa, Catania, Rimini e Alessandria.
E’ sempre stato un calciatore di grande carattere, poi confermato anche da allenatore. La prima avventura da tecnico è stata al Siracusa, poi Gubbio, Cuneo, Paganese, Livorno, Catania e Pescara. Poi il salto di qualità all’Ascoli, in una stagione in Serie B che ha regalato tante soddisfazioni. Si mette in mostra e arriva l’occasione della vita: la scelta dell’Udinese è stata un po’ coraggiosa, ma si è rivelata già vincente.
Sottil è un allenatore moderno che si schiera con un 3-5-2 compatto e che sfrutta entrambe le fasi del gioco. Il suo calcio è fatto soprattutto di intensità, grande pressing in fase di non possesso. E’ importante la manovra dal basso con l’obiettivo di velocizzare subito il gioco e verticalizzare centralmente o sull’esterno per mettere gli attaccanti nella migliore condizione per calciare in porta. Punta su un calcio fisico, ma senza mettere in secondo piano la ricerca della fase offensiva. Un allenatore moderno, già seguito dalle big del campionato di Serie A. L’Udinese potrebbe rappresentare solo un trampolino di lancio.