Non è mai bello accanirsi contro un singolo giocatore, ma bisogna comunque fare una selezione dei migliori e, ovviamente, anche dei peggiori. La lista che riguarda i calciatori che particolarmente male hanno fatto nel 2014 conta nomi eccellenti, trombati di vecchia data e promesse mancate. Ecco a voi il flop 11 di questo anno di Serie A.
Rafael: Lo scorso anno avrebbe dovuto essere il titolare ma ben presto, complice un grave infortunio al ginocchio, ha lasciato spazio al più esperto Pepe Reina, resosi autore di un campionato straordinario e poi andato via, la scorsa estate, per andare a fare il secondo di Neuer al Bayern Monaco. Così il brasiliano si è ripreso il suo posto ma, a dirla tutta, i risultati non sono stati quelli sperati. Rafael ha infatti alternato prodezze a topiche clamorose ma, soprattutto, ha trasmesso ai compagni quell’insicurezza che i portieri mai dovrebbero avere. Contro la Juventus, in Supercoppa, si è trasformato in supereroe, risultando decisivo ma si aspettano prove ben più probanti di una lotteria dei rigori. INCERTO
Daniele Bonera: Una carriera in ascesa, che ha poi preso una parabola discendente nel momento in cui si è trasferito al Milan: prima i numerosi infortuni, poi i tanti errori che, tra l’altro, stanno caratterizzando la stagione in corso. Pippo Inzaghi lo ha più spesso difeso, il pubblico di San Siro è stanco delle sue defaillances che spesso sono costate caro al Milan. L’esperienza non è riuscita a colmare un’involuzione ormai evidente e certificata. In più, qualche cartellino rosso di troppo, ad ennesima testimonianza di come sia inadeguato a certi livelli, senza volere mancare di rispetto. IN DECLINO
Felipe: Sulla costanza di rendimento di Felipe nulla da eccepire: il difensore brasiliano è stato disastroso per tutto il 2014, con Donadoni che continua a dargli, inspiegabilmente, fiducia. Lo scorso anno la straordinaria stagione del Parma aveva mascherato tutti i suoi limiti, ribaditi nell’annata in corso dove, però, ad andare malissimo ci si è messa tutta la squadra. Assente spesso ingiustificato sul campo da gioco, Felipe si conferma lento e poco abile nella fase difensiva, che per lui dovrebbe essere un meccanismo assimilato negli anni. SCONCERTANTE
Nemanja Vidic: Il suo arrivo all’Inter, da svincolato, era stato accolto con il favore degli addetti ai lavori. Del resto, non si gioca per una vita intera al Manchester United, arrivando a vincere tutto e diventarne il Capitano, solo per fortuna. Ed invece il centrale serbo è rimasto vittima di un sistema tattico come quello mazzarriano, che lo ha penalizzato in maniera devastante: lui, tra i migliori al mondo nella difesa a 4, giocando a 3 ha perso sempre più sicurezza, arrivando a compiere errori banalissimi. Mancini, subentrato all’ex tecnico, non gli sta dando fiducia, segno che Vidic ci ha messo anche del suo, con una condizione fisica che, forse, fa pensare che il tramonto stia arrivando. Magari si riprende, ma intanto è tra i peggiori acquisto dell’estate 2014. IRRICONOSCIBILE
Ashley Cole: A proposito di acquisti pessimi, uno seriamente candidato alla palma di bidone dell’anno è senz dubbio Ahsley Cole. Lasciato andare gratis dal Chelsea di Josè Mourinho, considerato che lo ‘Special One’ è tutto tranne che uno sprovveduto, due domande bisognava pur farsele. Garcia gli ha dato varie occasioni, lui non ha mai e dicasi mai ripagato, neppure con una prestazione appena sufficiente: sempre in affanno, sempre insicuro, lento, con l’apice del disastro toccato nella terribile notte vissute dalla Roma contro il Bayern Monaco, quando beccò 7 goal ed il terzino inglese fu ridicolizzato da Robben. Possibilità di ripresa non ne vediamo, sembra pronto per la pensione. FINITO
Jorginho: La prima metà dello scorso campionato non avremmo detto nulla di sbagliato se lo avessimo definito tra i migliori calciatori del torneo, viste le prestazioni inanellate con la maglia del Verona. Poi, il passaggio al Napoli dove sta rischiando di bruciare una carriera che pareva rosea: mai all’altezza della situazione, con responsabilità sicuramente non solo sue. Il gioco di Rafa Benitez lo penalizza palesemente, come pure la fiducia a corrente alternata fornitagli dal tecnico spagnolo. Dispiace dirlo, ma ci saremmo aspettati un altro tipo di calciatore. O va via dal Napoli o i partenopei cambiano allenatore: diversamente, il suo destino pare essere segnato. DELUSIONE
Francesco Lodi: Ci sono calciatori che riescono a fare cose straordinarie, per anni, con una maglia da gioco. Quando poi cambiano aria, diventano irriconoscibile, immergendosi in una mediocrità inspiegabile. Lodi a Catania è stato re, imponendosi all’attenzione delle grandi del calcio italiano e annusando persino l’aria della Nazionale. Poi il passaggio al Genoa, dove ha cominciato a calare di rendimento. A gennaio, il ritorno in prestito al Catania, dove l’aria per lui non era più la stessa. A giugno ha firmato con il Parma e chissà quanto se ne sia pentito: gli emiliani sembrano già condannati alla Serie B, lui sembra aver perso quel tocco magico che aveva catturato l’ammirazione degli appassionati di questo sport. Dispiace, perchè vedere giocare Lodi faceva davvero piacere. SPARITO
Michael Lestienne: E’ forse ingeneroso considerarlo un flop, ma il calciatore belga era arrivato al Genoa a furor di popolo, con i liguri che lo avevano strappato niente meno che al Milan. L’etichetta di grande promessa, paragoni azzardati, un talento mai visto. In primis da Gasperini, che non gli ha dato praticamente mai fiducia, con sicuramente buoni motivi. Un prestito destinato a non avere futuro quello di Lestienne, in attesa che possa avere qualche chance più consistente. Probabilmente altrove. MAI VISTO
Ishak Belfodil: L’Inter lo aveva acquistato con la nomea di nuovo ‘Benzema’: in realtà, l’attaccante algerino da due anni praticamente non ne azzecca mezza, risultando attaccante sì di ruolo, ma con una netta incapacità di vedere la porta avversaria. Lo abbiamo inserito tra i flop 11 dello scorso campionato, dopo pochi mesi si conferma tra i peggiori del suo ruolo. Per nulla aiutato da un Parma destinato alla Serie B, Belfodil non segna dal 19 maggio 2013: troppo per potere essere tollerato. INSOPPORTABILE
Fernando Torres: Lui in primis sperava che, cambiando aria, si risvegliasse dal torpore che ne aveva caratterizzato gli anni londinesi. Nulla di più sbagliato: dopo l’illusorio goal all’esordio contro l’Empoli, lo spagnolo è tornato quel centravanti abulico e confuso che al Chelsea non riuscivano più a tollerare. Inzaghi gli ha più volte dato fiducia, non venendo mai ripagato. Non è un caso che i rossoneri lo hanno già sbolognato all’Atletico Madrid, dove lo spagnolo, anni orsono, si impose all’attenzione generale del calcio che conta. SCONCERTANTE
Rolando Bianchi: Sempre più giù la carriera di questo giocatore, che sperava di riabilitarsi alla corte di Colantuono. Ed invece, all’Atalanta, non ha fatto altro che continuare sulla falsariga di quanto fatto vedere, lo scorso campionato, con il Bologna, quando segnò la miseria di 3 goal giocando molto male. In nerazzurro non sta scendendo in campo con molta frequenza, ma quando è stato chiamato in causa, ha fallito alla grande. Di possibilità, probabilmente, non ne avrà ancora molte. SFIDUCIATO.