Stefano Tacconi ha compiuto ieri 63 anni. Tanti i messaggi di auguri ricevuti dagli ex compagni di Juve e Nazionale. L’ex portiere ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera e sulla sua nuova attività, quella di produttore vinicolo, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’: “L’etichetta si chiama ‘Junic’, come la mia biografia, perché io con la Juve sono diventato l’unico portiere della storia a vincere tutte le coppe: Uefa, Coppa delle Coppe, Coppa Campioni, Coppa Italia, Supercoppa europea e Intercontinentale. C’ho aggiunto, però, la J per rimarcarlo…Chiamatemi chef. Da ragazzo ho fatto l’aberghiero e da tempo faccio show cooking in giro. E, così facendo, col cibo associo il vino. Questa passione viene da lontano, ma è diventata un’azienda circa tre anni fa, nelle Langhe. Assieme a mio figlio Andrea metto tanto cuore, lo stesso di quando giocavo. Produciamo Nebbiolo, Arneis, Barbera e Moscato Bianco di provenienza piemontese. Nel Pavese facciamo un metodo classico millesimato, un Pinot nero. Se devo scegliere il migliore, però, dico il Nebbiolo: ci è venuto bene, diciamo che è un vino da Champions“.
Tacconi offrirebbe da bere a Zoff e Trapattoni: “In primis, al grande Dino. Da capitano, una volta i ragazzi mi chiesero di andargli a parlare perché volevano un bicchiere di vino a tavola in ritiro. Zoff rispose: ‘No, un bicchiere fa male, ma due fanno benissimo!‘. Capirai, è friulano… Invece, col Trap c’era un rito: il sabato prima delle partite dovevo stare con lui a bere barbaresco e a mangiare castagne. Era la sua scaramanzia. Oggi, invece, brinderei con Buffon: con lui ti diverti sempre”.
A proposito di Buffon, Tacconi dà un consiglio al portiere bianconero: “Gli direi di essere felice: se si sente ancora forte, perché smettere? E poi, a differenza mia, c’è ancora una Coppa, la più importante, che gli manca. Se la merita più di tutti”.
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