Tra passato, presente e futuro. Carlo Tavecchio si racconta in un’intervista a calciomercato.com. Interessanti indicazioni che riguardano il format del campionato, ma anche le soluzioni per riprendere la stagione.
SULLA RIPRESA DEI CAMPIONATI – “Per me ci sono due possibilità. La prima è quella di congelare i campionati, ritenerli nulli e ripartire a settembre con i nuovi. Lo dico perché ci sono Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli alle prese con la più grande epidemia del secolo. Queste sei regioni rappresentano ben tredici club di serie A su venti. Come si fa a giocare? Bisognerebbe fare qualche eccezione per quelli che hanno virtualmente vinto i campionati, dico il Benevento in serie B o il Monza in serie C, ma resterebbe comunque un grande problema”,
La proposta: “Stare fermi fino alla prossima estate. Fare la preparazione ad agosto e finire i campionati di quest’anno e la Coppa Italia tra settembre/ottobre o ottobre/novembre. Per poi ripartire con la nuova stagione a febbraio del 2021. Anche perché così si potrebbe salvare il sistema fondato sui diritti televisivi. Sky non può richiedere di essere pagata se non offre un prodotto. Di conseguenza Sky non può pagare i club se questi non giocano. Purtroppo tra essi c’è già chi si è impegnato i soldi prima di riceverli. Io credo, poi, che bisognerebbe fare un’altra cosa. Quella che chiamavo la madre di tutte le battaglie: la riforma dei campionati portando i professionisti da 102 a 72 società. Diciotto in serie A, altrettanti in B, diciotto per girone in serie C. divisa in centro nord e centro sud. Sono sempre tante, ma andrebbe già meglio”.