Tavecchio è stato ospite della Gazzetta dello Sport e ha parlato del momento particolare che vive il calcio italiano. Il presidente della Figc si è espresso su diversi argomenti che coinvolgono la Serie A, mostrando preoccupazione per il futuro. “Al mattino, se passa una nuvoletta nel cielo di Roma la colpa è di Tavecchio” inizia Tavecchio che, poi, aggiunge sul possibile commissariamento: “sarebbe singolare se si prendesse un provvedimento tanto grave nei confronti di una Federazione che da 11 mesi funziona regolarmente, non ha problemi economici (anzi, abbiamo dato 22 milioni al Coni, siamo la sua stampella) e ha preso una serie di norme, apprezzate anche da Palazzo Chigi, per evitare nuovi casi Parma che purtroppo, e non per nostra volontà, non possono scattare subito, ma nel giro di quattro anni, in maniera progressiva. Se fossero state operative già da quest’estate, si sarebbero iscritte cinque società al prossimo campionato di A. E poi vi dico un’altra cosa: la Figc fa le norme, ma l’attuazione compete alle Leghe. Se dobbiamo fare tutto noi, datemi il miliardo e 200 milioni di diritti tv”.
Il numero uno della Figc ha ribadito: “se a novembre salta fuori un nuovo illecito, come potevo prevederlo io? Il calcio italiano è diventato una valle di lacrime, più di imporre alle società e ai proprietari quello che abbiamo fatto noi su iscrizioni e acquisizioni, cosa dovevamo fare? Perché non sono state varate prima di me queste norme? E’ dal 1980 che abbiamo le alfette negli stadi, degli scandali ne parlano tutti, io rispondo con i fatti”. Tavecchio ha spiegato: “io non posso rispondere anche del passato. Quest’anno ci siamo letti tutti i bilanci, ci sono società in difficoltà, anche di grandi città. Le abbiamo avvertite che dalla prossima stagione vanno rispettati certi parametri, altrimenti sono fuori. Sono preoccupato dagli impegni a breve dei club: si può andare avanti per un anno, poi bisogna svoltare. In regola con i nuovi parametri ci sono solo cinque squadre di Serie A. Il sistema sta in piedi come sul Titanic… Un altro caso Parma non possiamo permettercelo. Non risolveremo le cose subito, ma con un piano quinquennale, direi brezneviano, possiamo risanare il calcio italiano e salvarlo dal crac”.
Poi, sullo scandalo Blatter e la decisione di non votarlo: “è stata una scelta doverosa e coraggiosa, presa nonostante pressioni enormi dal sistema sportivo italiano. Non è stata apprezzata? Io ne vado orgoglioso”. Tavecchio si è soffermato anche su Conte e Lotito: “Conte va avanti, anzi dovevamo sfruttarlo di più come testimonial. Volevano Lotito vice presidente vicario, ma io mi sono opposto”. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.