La testimonianza di Chiellini sul caso stipendi: la verità sulla Juventus

Continua l'indagine sulla Juventus sulla manovra degli stipendi: la testimonianza dell'ex Chiellini

La Juventus continua la preparazione in vista della ripresa del campionato di Serie A, la squadra di Massimiliano Allegri dovrà vedersela contro la Cremonese. I bianconeri sono reduci da sei vittorie consecutive e si sono rilanciati per le zone altissime della classifica. Fuori dal campo è una situazione delicata, il Cda della Juventus si è dimesso e Agnelli non è più il presidente.

A tenere banco è la manovra degli stipendi, nel mirino sono finite alcune mensilità versate ai calciatori nei primi mesi della pandemia e poi non registrate a bilancio. La Procura di Torino ha fatto richiesta di rinvio a giudizio per la Juventus più 12 persone con l’accusa di manipolazione del mercato, false comunicazioni sociali, emissione di fatture false e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.Chiellini

La testimonianza di Chiellini

La ‘Gazzetta dello Sport’ ha pubblicato uno stralcio della testimonianza di Chiellini. “Durante quel periodo di panico e difficoltà economica per la società mi è stato chiesto di fare da tramite con il resto del gruppo per cercare di venirci incontro in questo momento straordinario che si era creato. Durante il mese di marzo, non ricordo il giorno, ho cominciato a parlare con i compagni per capire la disponibilità a venire incontro ai problemi che c’erano in società. Problemi di solvibilità soprattutto perché tutti gli introiti liquidi venivano a mancare”.

“I miei riferimenti erano da una parte sia il presidente Andrea Agnelli sia Fabio Paratici, dall’altra tutti compagni. Prima quelli con cui ho stretto un maggiore legame negli anni, ma poi abbiamo sentito tutti. Il problema maggiore della società era la liquidità a breve termine e poi c’era l’incertezza: non si sapeva cosa sarebbe successo, c’era il pericolo concreto che non si potesse riprendere a giocare.

Dopo varie chiacchierate con società e compagni, quello che è stato fatto è quello di rinunciare a quattro mensilità in modo da permettere al club di risparmiare in un momento molto difficile con la promessa che, una volta ripresa la stagione, in base a quello che sarebbe successo (ripresa o meno del campionato), una parte sarebbe tornata indietro. Una parte dei contratti sarebbe stata riadeguata in base a quanto avremmo giocato. Questa parte sarebbe oscillata tra le due e le tre mensilità. Da parte mia, a parte la soddisfazione per essere riusciti a trovare questo accordo, c’è stata la parola che poi queste intenzioni venissero riconfermate. Onestamente, poi, conoscendo come le persone della Juventus si sono comportate con me, non ho mai avuto dubbi. Se Andrea e Fabio danno la parola, non c’è ragione di temere”.

Chiellini continua: “non è stato facile parlare con i miei compagni, ma hanno accettato con la promessa che, se la stagione fosse ricominciata, saremmo stati ricompensati e qualcosa avremmo ripreso. Tra noi abbiamo comunicato con telefono e chat. È stata fatta a pezzi. Ognuno aveva la sua opinione, non è stato semplice. Non ricordo con esattezza chi era favorevole e chi no, la disponibilità c’è stata da parte di tutti. A noi la rinuncia a prendere denaro per qualche mese non ci cambia. Ci tenevamo, invece, che tutto lo staff fosse retribuito regolarmente”.

Infine conclude: “ricordo che sono stato contattato da qualche altro giocatore di altre squadre, stavano anche loro cercando di trovare un accordo e gli ho spiegato quello che avevamo fatto noi. Ai colleghi che mi hanno contattato, ho risposto che una parte ci sarebbe stata restituita l’anno successivo, negli anni successivi”.

“Tutti (inteso i compagni, ndr) eravamo comunque a conoscenza che il comunicato stampa sarebbe stato diverso dagli accordi. […] Noi abbiamo rinunciato per il bene della società, poi nel bilancio non so cosa abbiano messo. O meglio: so che hanno messo i 90 milioni di rinuncia. Non so se era corretto o meno farlo”.