Tevez sfida il Milan: “noi al top da tre anni, loro devono fare la partita”

E’ stato quasi un giocatore del Milan e oggi si trova a sfidarlo, sfacciatamente. Carlos Tevez, dopo le cene con Galliani e le promesse ai tifosi rossoneri beffa tutti e cede alla corte della Juventus. Al suo terzo anno in bianconero l’Apache, che ha anche sfatato il taboo dei gol in Europa, vuole confermarsi sempre di più e in una sfida importante in quel di San Siro.

“Vediamo di che pasta sono fatti” dichiara Carlitos alla ‘Gazzetta dello Sport’.”Sono curioso anch’io di scoprire come reagiranno sotto pressione, perché credo tocchi a loro dimostrare qualcosa. Noi siamo lassù da tre anni, è il Milan che deve fare la partita, cercare di vincere e dimostrare di poterci stare in alto. Si gioca a San Siro, e un club così prestigioso non può nascondersi davanti alla propria gente. Mi aspetto una bella partita e vincendo la Juve darebbe un segnale forte, anche se è ridicolo parlare a questo punto di punti decisivi”.

Parlando di scudetto, l’argentino conferma il dualismo Juventus e Roma ma, alla luce del calciomercato appena concluso, apre ad altre possibilità:  “Il Milan è attrezzato per fare molto bene. E la sua storia lo obbliga a puntare allo scudetto. E poi occhio all’Inter, altra grandissima del calcio italiano. Mi è piaciuto molto il loro mercato, è arrivata gente forte, solida. E poi hanno Mazzarri, insomma, sono una squadra fortissima”.

Un occhio anche sull’addio di Antonio Conte, che non è stato certo una novità dopo le dichiarazioni continue del tecnico leccese dalla fine del campionato scorso fino a questo Luglio. E l’Apache aveva già intuito qualcosa: “Me lo sentivo. A maggio, al momento dei saluti dopo il terzo scudetto di fila, nei suoi occhi avevo già letto tutto. Una sensazione ancora più forte nei primi allenamenti di luglio. Conte è un fenomeno, ha bisogno di forti motivazioni per esprimere il meglio, e alla Juve aveva già dato tutto se stesso”.

Tevez parla anche della Champions League e di una squadra che non riesce ad esprimere il meglio di sé a causa delle forti pressioni dei tifosi e delle aspettative sempre crescenti: La Champions per i nostri tifosi è un’ossessione, l’anno scorso questa pressione l’abbiamo avvertita forte in campo. E in un certo senso l’abbiamo pure pagata. Non è stato facile nemmeno il primo tempo con il Malmoe: non riuscivamo a segnare, e intorno avvertivamo timore. Ecco, la nostra gente, forse anche a ragione, vive l’Europa con il terrore di un nuovo fallimento, ma noi dovremo essere bravi a non farci mai condizionare”.

Legato alla Juventus fino al 2016, l’Apache rassicura tutti confermando il suo amore per la Serie A e per i colori bianconeri: “Sono convinto di rimanere in Italia sino alla scadenza del mio contratto, non ho nessuna voglia di cambiare aria. Il campionato italiano è pieno di grandi giocatori e resta il torneo più difficile del mondo”.