Non è la prima volta che la Juventus, per riaprire un ciclo, si affidi ad un allenatore con un passato, più o meno importante, al Milan. Andrea Agnelli, probabilmente, avrà tenuto presente l’esempio del papà e dello zio che, durante le loro gestioni, fecero scelte abbastanza simili. Andiamo indietro al 1976, quando il Presidente Giampiero Boniperti, dopo i due anni sotto la guida di Carlo Parola (uno scudetto ed un secondo posto), decise di puntare sul giovanissimo Giovanni Trapattoni, reduce dall’esperienza di vice Nereo Rocco al Milan: fu l’inizio di una straordinaria era di trionfi. Esattamente dieci anni fa, invece, Umberto Agnelli scelse di affidare a Fabio Capello la responsabilità di guidare la Juventus del dopo Lippi: arrivarono due scudetti, poi revocati per i fatti di Calciopoli. Insomma, se più di qualcuno non è convinto dalle qualità di Allegri, quantomeno può affidarsi alla tradizione: gli ex allenatori del Milan, poi andati alla Juve, in bianconero hanno sempre vinto.
Da Trapattoni a Capello: quando passare dal Milan alla Juve funziona