Tuta, Merit e ironia: Empoli saluta Sarri, l’ex funzionario di banca che ha incantato il Castellani

Sigaretta sempre accesa, sguardo vivo, tuta e battuta pronta: alla scoperta di Maurizio Sarri, l'ex bancario che ha fatto stropicciare gli occhi alla Serie A

“Ciao mister, piacere di conoscerla”, “Samuel, mi stai prendendo per il c…”. Benvenuti nel mondo di Maurizio Sarri. Schietto e diretto, area da burbero che cela una battuta sempre pronta, Merit  immancabilmente accesa in bocca e pochi sorrisi da regalare in giro. A guardalo così quasi non lo diresti, eppure quell’uomo rigorosamente in tuta ha costruito il miracolo Empoli. Cultura del lavoro e pochi fronzoli a cui abbinare quella passione viscerale per il calcio: il Castellani stropiccia gli occhi quasi incredulo, adesso asciuga le lacrime nel momento di dirgli addio.

O arrivederci, chissà. “Il mio ciclo qui è concluso, io non sopporterei di fare male una stagione ad Empoli, non sopporterei che mi volessero meno bene. Mi dispiacerebbe molto sciupare questo rapporto, questa relazione. Certo, mi rendo conto che serve un po’ di coraggio per prendermi”. Quello che non avrà il Milan, quello che non avuto la Sampdoria, quello che cercherà di trovare la Fiorentina. Quel coraggio che non è mancato a lui, quando, dopo la promozione in Serie D col Sansonsovino, ha rinunciato al posto in banca per inseguire quel pallone sogno di una vita.

L’ha assaggiata tardi la Serie A Maurizio Sarri, a 55 anni. Ma l’attesa ha solo aumentato il piacere. Perché l’Empoli di questa stagione è da play-stop-rewind, a ciclo continuo. Applausi a scena aperta, complimenti e riconoscimenti che arrivano da tutte le parti. “Ricordiamoci da dove arriviamo e dove andiamo”, il mantra di una carriera intera. Che adesso chissà che a sorpresa non possa ripartire dalla Serie B (Cagliari), certo che a lui, napoletano di nascita ma aretino valdagnese nel dna, il coraggio non mancherà di certo. Così come quel pacchetto di Merit, compagno fedele di una vita pronta a scrivere un altro avvincente capitolo.