Giampaolo Pozzo è stato intervistato dal Corriere dello Sport e ha parlato apertamente della tecnologia in campo. Il patron dell’Udinese ha dichiarato: “in Italia siamo ancora indietro. Noi già otto anni fa introducemmo la tecnologia a nostre spese in via sperimentale. Presto sarà una regola che vale per tutti. E’ fondamentale per aiutare gli arbitri. Fa male quando per un errore si viene privati di una vittoria meritata all’ultimo minuto. E’ come quando entrano i ladri in casa”.
“Siamo stati i primi a eliminare le barriere e ora vogliamo darci una casa più ospitale. C’è sempre di mezzo la burocrazia e quindi dovremo aspettare l’inizio della prossima stagione, ma il più è fatto. Uno stadio da 25000 posti, con tutti i confort” ha detto Pozzo sulla questione stadio.
Il numero del club friulano ha poi aggiunto sulla scelta di espandersi all’estero: “la gestione internazionale è di mio figlio Gino. Abbiamo rilevato due club per fare sinergie che riteniamo indispensabili per la crescita di questo progetto. In Italia c’è un problema di tesseramento di stranieri e in Spagna no. In Inghilterra la Premier è all’avanguardia, anche al Watford abbiamo ristrutturato un’ala dello stadio, con la tribuna nuova dedicata a Elton John che è stato il presidente e resta un grande tifoso. Non lo faccio per motivi personali, solo per passione. Ci guadagniamo da vivere con le nostre tradizionali attività”.