La giornata di ieri ha sancito definitivamente il flop totale della spedizione italiana in Europa. Sinceramente il momento penoso del nostro calcio non dipendeva dal risultato di ieri della Lazio, ma adesso anche i numeri giungono a sostegno della tesi. Il livellamento del nostro campionato, tanto esaltato nei primi mesi della stagione, è stata solo l’ennesima illusione per tifosi ed addetti ai lavori: livellamento sì ma verso il basso, molto in basso.
Eppure i campanelli d’allarme già ad inizio annata c’erano stati. Lazio retrocessa dalla Champions all’Europa League, e Sampdoria eliminata dall’Europa ancor prima di entrarci realmente. Doveva essere l’anno della rimonta all’Inghilterra in fatto di Ranking Uefa, dopo la scorsa annata, invece le italiane hanno ottenuto risultati incredibilmente deludenti e l’Italia ha fallito il sorpasso, che sarebbe arrivato se le formazioni di Serie A avessero conquistato almeno gli stessi risultati delle inglesi.
Fatti e non chiacchiere
Adesso ripartirà il solito iter. Si inizierà a parlare di come risollevare il movimento, e si tornerà a battere la lingua dove il dente duole: stadi di proprietà e giovani talenti da lanciare… sì a parole! Tanti bei propositi, ne sentiamo spesso, ma in realtà poi c’è quella presunzione intrinseca nel calcio italiano che fa davvero rabbia, “la Serie A ne verrà fuori”, si tende a pensare, ma stavolta il guaio è più grave del previsto. Le finanze scarseggiano ed i calciatori di livello snobbano il nostro campionato. Le società si illudono di aver comprato fenomeni internazionali, ma sono spesso buoni solo a mettere a segno qualche goal nel nostro campionato, poca cosa se rapportato ai livelli europei. E così ci riempiamo di finti fenomeni pagati a peso d’oro, facendo slittare solo di qualche mese un problema che si ripresenta costantemente: la mancata programmazione e come detto il caso stadi e giovani, insomma un circolo vizioso che al momento non vede via d’uscita.
L’Europeo dalle basse pretese
“L’Italia non va ad Euro 2016 per fare da semplice comparsa”, questo è il coro proveniente dall’interno dello spogliatoio azzurro, la speranza c’è ma guai a creare false aspettative. La stagione che si sta per concludere rappresenta un campanello d’allarme anche in vista degli Europei. Difficile pensare ad un percorso da protagonista per la squadra di Conte, il ct difficilmente riuscirà a fare miracoli. Sarà una squadra senza un centravanti di livello, e con pochissimi calciatori abituati a giocare gare di peso internazionale. Insomma, c’è da rimboccarsi le maniche, il gap maturato dal nostro calcio è davvero enorme.