Uno spiraglio per la Juve: “possibile buona fede sul caso plusvalenze”

E' ovviamente l'argomento del giorno in casa Juventus: il parere del gip sulle plusvalenze del club bianconero

Uno spiraglio in casa Juventus, almeno sul fronte plusvalenze. Un’altra situazione delicata in casa bianconera è quella che riguarda la manovra degli stipendi nei primi mesi della pandemia, la squadra rischia anche punti di penalizzazione. Sono emerse nuove intercettazioni sulla questione delle plusvalenze fittizie, anche altre squadre rischiano di finire nell’inchiesta.

L’indagine avviata alla Procura della Repubblica di Torino ha portato alle dimissioni del Cda della Juventus e all’addio del presidente Andrea Agnelli dopo 12 anni. Dopo aver respinto le richieste di misure interdittive, il gip ha espresso il parere.

In relazione alla richiesta di rinvio a giudizio degli esponenti aziendali, il Siti (Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio) di Milano, la più importante Associazione Italiana specializzata nella tutela degli investitori, comunica di avere avviato la “propria iniziativa a tutela degli azionisti Juventus Fc”, come si legge in una nota.

Alla luce degli atti disponibili in quel momento, il giudice ha scritto che se la Juventus si è davvero attenuta alla prassi standard “risulterebbe difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste”. Per Morello è comunque opportuno “un accurato approfondimento”. 

Invece, le modalità con cui sono state portate avanti dalla Juventus le cosiddette ‘manovre stipendi’ del 2020 e del 2021 si possono considerare “certamente illecite”, al punto che “si condivide con la pubblica accusa la sussistenza di gravi indizi”. E’ quanto scrive il gip Ludovico Morello.

“Per fortuna alla luce delle recenti visite ci siamo fermati”. E’ quanto disse, il direttore sportivo della Juventus, Federico Cherubini, in una conversazione intercettata dalla guardia di finanza il 22 luglio 2021. Questa frase è uno degli elementi fondamentali sulla decisione del gip del Tribunale di Torino di non accogliere le richieste di misure cautelari e interdittive per Andrea Agnelli e altri dirigenti bianconeri.

Nel provvedimento il giudice osserva che in effetti c’è un “riscontro oggettivo” alle parole di Cherubini. “Se negli esercizi chiusi al 30 giugno 2019 e al 30 giugno 2020 la voce ‘plusvalenze da cessione diritti calciatori’ era pari rispettivamente a 126 milioni (corrispondenti al 20,4% dei ricavi complessivi del club nell’esercizio 2019) e 166 milioni (29,1% nel 2020) per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2021 era pari solo a 29 milioni (pari al 6,4% dei ricavi)”. La conversazione di Cherubini e dei suoi interlocutori non si riferiva all’inchiesta della procura di Torino, di cui non si avevano notizie, ma dell’apertura degli accertamenti della Consob, comunicata pochi giorni prima.