Franco Tancredi nasce a Giulianova il 10 gennaio 1955. Giocò da portiere ed è stato uno dei più celebri estremi difensori della Roma. Dopo gli esordi con il Giulianova e una breve parentesi tra Milan e Rimini, arriva nella Capitale. Esordì con la maglia numero uno della Roma il 28 gennaio 1979 e giocò con la stessa maglia dal 1979 al 1990, collezionando 228 presenze. Nell’estate del ’90 passa al Torino, dove è secondo portiere, e quando torna da avversario, sia pur in panchina, il 24 febbraio 1991, i tifosi della Roma gli dedicano due striscioni e tanti applausi.
Amatissimo dal pubblico romanista e acclamato ad ogni incontro casalingo, Tancredi non era molto alto. Iniziò a giocare da ala. Possedeva però un’agilità fuori dal comune che lo porterà a cambiare ruolo. Una delle sue specialità fu il parare i calci di rigore, grazie ad una innata capacità di tuffarsi. In Nazionale non ebbe molta fortuna. Fu chiamato soprattutto per il ruolo di vice. Parate su parate: non un rigo sui giornali, non una fotografia, colpi di reni, quella maniera d’inarcarsi o di scattare davanti a chi arrivava davanti a lui per trafiggerlo.
Da bambino era tifoso del Milan ed il suo idolo era Gianni Rivera, quindi fu contentissimo di raggiungere la squadra del cuore, ma aveva davanti un mostro sacro come Albertosi, quindi preferì emigrare altrove, alla Roma, dove, con Liedholm in panchina, si prese delle grosse soddisfazioni, ad esempio lo storico scudetto del 1982-83, qualche Coppa Italia ed una finale di Coppa dei Campioni, anche se persa contro il Liverpool. Nel 1980 all’Olimpico si prese la scena ai rigori contro il Torino. Aveva visto i rigori della semifinale tra Torino e Juventus e si era appuntato tutto di come avevano calciato i rigoristi. Nella finale, infatti, gli segnano in due: soltanto quelli che non avevano tirato nella semifinale.
Rapporto speciale con Agostino Di Bartolomei prima e con la sua famiglia dopo. Con lui ha festeggiato lo scudetto, vinto grazie alla sua parata più bella e più difficile, a Verona al novantesimo minuto, su Ezio Sella. Ha svolto il ruolo di preparatore dei portieri, alla Roma fino al 2004, poi ha seguito Fabio Capello alla Juventus, con le stesse mansioni.
Nel 2006 ha lasciato la Juventus per andare al Real Madrid, poi nella Nazionale Inglese. E’ tornato poi a Roma con Luis Enrique, poi è andato a Livorno e a Terni. Si è ricongiunto con Capello al Jiangsu nel 2017. E’ entrato a far parte della Hall of Fame giallorossa qualche anno fa.
Il 13 dicembre 1987 è il giorno del grande spavento: a San Siro si gioca Milan-Roma. Le due squadre rientrano in campo per giocare il secondo tempo ma poco prima del calcio d’inizio si ode un boato e si vede un lampo sotto la curva dove si trovano i “Commandos Tigre” rossoneri. Un petardo lanciato dalle gradinate ha appena colpito Franco Tancredi al ginocchio e il portiere giallorosso cade a terra, chiedendo aiuto. Viene lanciato un altro petardo che gli esplode sul petto facendolo svenire. Tancredi è girato su un fianco, immobile, e il dottore Alicicco si accorge che è in arresto cardiaco. Immediatamente lo soccorrono praticandogli il massaggio e la respirazione bocca a bocca. Il cuore di Tancredi riprende a battere, ma il giocatore rimane privo di sensi per 20 minuti e in stato di choc per trequarti d’ora.Trasportato all’Ospedale San Carlo di Milano, ne esce la sera con una prognosi di 7 giorni, ancora un po’ stordito. La Roma, con il 17enne Angelo Peruzzi tra i pali, perde la partita 1-0, ma il giudice sportivo, qualche tempo dopo, le assegna la vittoria a tavolino per 2-0. Tancredi torna a giocare dopo pochi giorni, anche se spesso in ballottaggio con Peruzzi stesso e più tardi scalzato da Cervone.