Se la bellezza di una squadra di calcio fosse proporzionale a quella della città, certamente non vedremmo Venezia, Lecce e Siracusa in Lega Pro. Ma a giocarsi scudetto e Champions League, ogni anno, ci sarebbe indubbiamente il Napoli. Che però adesso è davvero tra le big del calcio italiano ed europeo. La squadra magistralmente allenata da Sarri ha effettuato in questa stagione un altro importante salto di qualità, confermando ieri sera nella sfida di campionato contro la Juventus che quel calcio spettacolare basato su tecnica e velocità non viene facile solo con le piccole, ma è in grado di mettere sotto anche le big. Era già successo con il Real Madrid, anche se solo per 45 minuti. Adesso con la Juve per 90. E’ mancata solo un po’ di fortuna per vincere la partita, circostanza che comunque non avrebbe cambiato le cose in ottica scudetto. Il Napoli l’ha perso ad inizio stagione, quando ha rimediato due pareggi e due sconfitte nelle prime otto, tre pareggi e tre sconfitte nelle prime 12. Dalla 13ª in poi ha il ruolino di marcia migliore di tutti e, soprattutto, un gioco spettacolare, tra i più belli d’Europa.
Ecco perchè potremmo dire “Vedi questo Napoli e poi muori“: una squadra tanto bella quanto la meravigliosa città partenopea. Una squadra così bella che rende orgoglioso tutto l’ambiente, dal Presidente De Laurentiis alla tifoseria. E’ una scalata iniziata 13 anni fa, che prosegue ancora oggi. Infatti 13 anni fa il Napoli cambiava proprietà e per capire quanto valgano davvero le attuali performance della squadra azzurra non bisogna dimenticare che appena 11 anni fa questo club ripartiva dalla serie C, che 10 anni fa era ancora in serie B e soltanto 7 anni fa, sette miseri anni fa, lottava per la salvezza in A riuscendo a conquistarla soltanto nelle ultime partite della stagione, dopo un campionato fatto di sconfitte contro Siena e Catania, pareggi con Lecce e Reggina. Appena sette anni fa era quella la dimensione del Napoli, che si trovava sullo stesso livello di quelle squadre che adesso stanno marcendo in Lega Pro.
La svolta è arrivata con Mazzarri che ha preso quella squadretta e l’ha trasformata per la prima volta in un grande club fino alla Champions League. E così negli ultimi anni il Napoli ha vinto, ha dato spettacolo, ha fatto sognare e innamorare. Gli amanti del calcio non possono che gioire di una squadra che gioca così bene e che con Sarri ha raggiunto l’apice della bellezza.
Non è affatto vero che non ha vinto nulla. Con De Laurentiis il Napoli è tornato ad alzare trofei al cielo dopo tantissimo tempo. Negli ultimi 5 anni ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa Italiana. In campionato è arrivato due volte secondo e tre volte terzo, accedendo cinque volte alla Champions League, dove due volte è arrivato agli Ottavi di Finale. Ed entrambe le volte se l’è giocata a testa alta nonostante gli siano capitate due big del calcio mondiale, prima nel 2012 il Chelsea che poi avrebbe vinto la Coppa dalle orecchie grandi e soltanto con il Napoli ha faticato al punto da dover ricorrere ai tempi supplementari per ottenere la qualificazione, poi un Real Madrid stellare in questo 2017 e anche stavolta il campo ha smentito un pronostico eccessivamente sbilanciato. I “Blancos”, infatti, si sono impauriti eccome prima per il super gol di Insigne al Bernabeu, poi per il primo tempo mozzafiato del ritorno al San Paolo, e per ottenere la qualificazione hanno dovuto sudare molto più del previsto.
Stiamo parlando del Napoli, una società che in 91 anni di storia ha vinto due sole volte lo scudetto, cinque sole volte la Coppa Italia, due sole volte la Supercoppa italiana, una sola volta la Coppa Uefa, e in Champions League non è mai andata oltre gli Ottavi di Finale, raggiunti tre volte (1991, 2012 e 2017). Negli ultimi 5 anni il Napoli ha vinto quasi la metà dei trofei che aveva conquistato nei precedenti 86 anni. E l’ha fatto prima con una bandiera-simbolo come Grava, titolare dalla C1 alla Champions League, oggi con Hysaj e Strini?. Perché non possiamo dimenticare i valori in campo, e il Napoli ha sempre ottenuto la propria forza dalla gestione oculata e dalla scelta degli allenatori che sanno valorizzare meglio i calciatori a disposizione. Non è un caso se il valore di mercato della rosa del Napoli oggi è di 333 milioni di euro a fronte dei 451 milioni di euro della Juventus: c’è un abisso, ma in campo ieri sera sembrava il contrario. E quello del Real Madrid è di 765 milioni, più del doppio. Una differenza che nello scontro di Champions non s’è affatto vista.
Dall’altro lato c’è una Juventus tanto forte e vincente, quanto brutta e indisponente al punto da risultare antipatica nonostante i successi (indiscutibili). Ma l’aspetto che più colpisce è l’atteggiamento arrogante dell’ambiente juventino contro il Napoli: in realtà i bianconeri devono stare molto attenti al club partenopeo, che in prospettiva è l’avversario più temibile per l’Italia e anche per l’estero. Perché il Napoli sta crescendo molto e continuerà a farlo, tassello dopo tassello, per poter essere sempre più competitivo a livelli superiori. Dopotutto la Juventus è una società che nella storia ha vinto 32 volte lo scudetto, 11 volte la Coppa Italia, 7 volte la supercoppa italiana, 3 volte la Coppa UEFA, 2 volte la Champions League (arrivando 8 volte in finale). Non si può paragonare al Napoli, eppure oggi il confronto esiste ed è una competizione reale. Ed è già questo un grande successo.
Guardiamo la Champions League: anche la Juventus è uscita quando ha incontrato le big, senza appello. Nel 2009 ha perso agli Ottavi di Finale contro il Chelsea, nel 2013 ai Quarti contro il Bayern, nel 2016 agli Ottavi contro il Bayern. E non sono state solo le big a eliminarla: nel 2014 è uscita per mano del Galatasaray, nel 2010 fatta fuori dal Bordeaux. Anche i bianconeri negli ultimi anni hanno fatto tanta fatica per tornare competitivi dopo il blackout imposto dall’esplosione dello scandalo di Calciopoli. Soltanto la grinta di Antonio Conte ha restituito la gioia della vittoria, dopo molti anni di sofferenze, al club più titolato d’Italia.
Ma se quell’umiltà si trasforma in arroganza, ecco che quella di quest’anno potrebbe diventare la vittoria di Pirro. L’ultima. Quella che chiude un ciclo, perchè alle pendici del Vesuvio sta venendo fuori un giocattolino mica da poco e il progetto di De Laurentiis continuerà con Sarri saldamente al comando di un veliero che naviga col vento in poppa.
Anziché sfottere, la Juve dovrebbe avere rispetto e considerazione di un calcio così bello, divertente e concreto. Un paio di tasselli giusti in difesa e sarà il Napoli a vincere tutto. E a Torino tornerà a fare più freddo come d’inverno, mentre le miti brezze Mediterranee riporteranno il segno “+” sulle temperature partenopee.