Quello tra Maurizio Zamparini e Massimo Ferrero sta sempre più assumendo le fattezze di un duello rusticano. Ai microfoni de La Zanzara su Radio24, il presidente del Palermo ha colto l’occasione per fare chiarezza sulle presunte minacce di morte che lui stesso avrebbe rivolto al collega doriano: “Mi ha scritto che era interessato a Barreto, io che sto lavorando per il rinnovo gli ho risposto che in questo modo mi alzava il contratto, e questo non è regolare. Due giorni dopo scopro che ha ‘combinato’ e gli ho inviato un sms dicendo che sto sulla riva del fiume ad aspettare. Niente cose terribili o minacce da un punto di vista fisico: chi semina male raccoglie male. Sbriciolerà la Sampdoria: c’e’ quasi riuscito, basta vedere i conti… Ho inoltrato quanto da lui detto alla federazione, siamo due tesserati e non può dire di aver
ricevuto minacce di morte. Io che sto attento a non calpestare una formica… Si è offeso perché l’ho chiamato sciacalletto, è divertente, ma prima o poi si stancheranno. Gli ho chiesto di scusarsi, per far finire la cosa qui, ma non e’ arrivato niente…“.
E poi rincara la dose: “Ferrero è un traditore, deprecabile, Mantovani e Garrone erano un’altra cosa. Pensa di essere arrivato, che lui è il più bravo e noi non capiamo niente. E dice che tra due anni punterà allo Scudetto: glielo auguro, ma ha un allenatore bravo, come il mio“.