Il boemo Zdenek Zeman fa sempre parlare di se. Stavolta lo fa indirettamente dopo una lunga intervista rilasciata al quotidiano spagnolo Marca, nel quale confessa per la prima volta di essere stato chiamato, qualche anno fa, per sedersi sulla panchina del Barcellona: “Anni fa fui contattato dal Barcellona, parlammo ma poi non si arrivò alla definizione.”
Mai banale l’allenatore del Cagliari che continua a puntare su un argomento a lui caro e che spesso ha messo in piazza, talvolta senza riscontri. Citando i dati WADA secondo i quali 31 milioni di sportivi ricorrerebbero al doping, Zeman dice: “Sono sempre stato contro a queste cose, nello sport dovrebbe prevalere il merito. E’ necessario allontanare coloro che non si sentono bravi e ricorrono alle sostanze per migliorare. Tutto cominciò nel Tour del 1998 in cui vennero squalificati molti ciclisti. Ero convinto che nel calcio succedesse lo stesso, molti medici dei club venivano dal ciclismo. Vedevo gonfiarsi la muscolatura di troppi giocatori: sui giornali si poteva tranquillamente leggere la storia di un portiere di 28 anni costretto a cambiare taglia dei guanti perché gli erano cresciute le mani. Io dormo bene, mi interessa solo la salute dei giocatori. Credo che oggi si faccia ancora uso di sostanze dopanti nel calcio, ci sono giocatori che sono morti per vincere una sola partita in più. Chi è stato responsabile di questo non ha aiutato il calcio a crescere.”
Un occhio sul suo cagliari che ha racimolato solo 9 punti in dieci partite. Classico il riferimento agli arbitri, sempre presenti nei pensieri del boemo: “Le grandi sono sempre più aiutate, è normale e succede ovunque anche se non è giusto.” E poi un punto importante della situazione del calcio italiano: “Immobile era il capocannoniere del campionato: se ne è dovuto andare lasciando spazio a stranieri di bassa qualità. Non c’è logica.” Chiudiamo con una frase che molti suoi colleghi non condivideranno: “Vincere non è importante. Un tecnico deve saper valorizzare i giocatori che ha a disposizione. In questo mi posso considerare felice”.