Lo svolgimento delle indagini dell’operazione “Dirty soccer” ha messo in luce come Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell’Aquila, non si limiti a rivestire un ruolo insostituibile in seno all’organizzazione criminale di cui fa parte, ma si dimostra capace di rendersi promotore di combine aventi ad oggetto incontri tra squadre del campionato nazionale di serie B che mette in piedi procurando i finanziamenti presso complici che hanno disponibilità finanziare illimitate. Lo si legge nell’ordinanza di oltre 1000 pagine della Procura di Catanzaro.
Primo tra tutti l’indagato albanese Nerjaku Edmond che collabora con Di Nicola dicendosi parte di una rete di scommettitori disposti ad investire, anche milioni di dollari, finanziando frodi sportive. E a Nerjaku che Di Nicola si rivolge cercando finanziamenti allorchè combina incontri di calcio tra compagini appartenenti al campionato nazionale di Serie B, il cui “prezzo” elevato esige un contributo finanziario più impegnativo. Il complice albanese destina risorse finanziarie alle combine messe a segno dall’associazione scommettendo sui risultati alterati, per conto proprio e dei promotori, e investendo su canali esteri.
Ciò sarebbe avvenuto per l’incontro Livorno-Brescia del campionato di serie B, disputatasi il 24 gennaio 2015, per il quale Di Nicola offriva al complice albanese il finanziamento della scommessa sulla gara tra Livorno e Brescia proponendogli di concorrere per una cifra che si aggirava intorno ai 70 mila euro. Nerjaku avrebbe tratto profitto dalla partecipazione al finanziamento della prospettata combine scommettendo sul risultato della partita alterata, puntando sulla vittoria del Livorno nonchè su un numero di goal messi a segno durante la gara non inferiore a 3.
La gara terminava con la vittoria del Livorno per 4-2 sul Brescia, come combinato dagli indagati. Pur non essendovi prova di contatti specifici con dirigenti e/o calciatori delle due squadre interessate – si legge ancora nell’ordinanza – tali da consentire la contestazione di uno specifico capo di imputazione, le risultanze intercettive relative a tale incontro calcistico sono estremamente rilevanti a livello associativo, in quanto evidenziano la sicurezza degli indagati in ordine alla ritenuta possibilità di espandere le proprie mire illecite agli incontri calcistici di categoria superiore a quelli della Lega-PRO, evidentemente basata sulla disponibilità economica e sulla comprovata capacità criminale dei complici serbi.