Cani riabbraccia Bari e si commuove: “Arrivai da profugo, ora voglio segnare”

caniEdgar Cani, nell’ultima sessione di mercato, si è trasferito in prestito dal Catania al Bari. Per l’attacante albanese  non è stato un trasferimento come i tanti altri che hanno caratterizzato, sin qui, la sua pur giovane carriera. Le sue lacrime di commozione in conferenza stampa potrebbero spiegare tante cose, ma non tutti sono a conoscenza della sua storia. Edgar, nel lontano 1991, arrivò infatti in Italia da profugo, proveniente da Tirana, per sfuggire alla guerra che impervesava nel suo paese. Era poco più che un neonato, doveva ancora compiere 2 anni e partì a bordo di un barcone insieme ai genitori e ad altre 20.000 persone.

Tutte quelle persone sbarcarono a Bari e furono sistemate allo stadio ‘Della Vittoria’, ex impianto in cui il Bari, prima della costruzione del San Nicola, giocava le sue partite casalinghe. Ecco i ricordi di Cani, palesati nella conferenza stampa di presentazione: “Sono stato battezzato a Bari, ma non so da chi. Mi piacerebbe però scoprirlo, e magari dedicare ai miei padrini un goal. Avevo tante offerte, alcune anche buone dal Portogallo, ma quando mi ha chiamato il Bari non ho voluto sentire altro. Finora ho sempre giocato con poca continuità, spero che il destino, che mi ha portato nuovamente qua, possa adesso fare in modo che le cose vadano diversamente. Fare goal sarebbe un modo per sdebitarmi nei confronti di questa città che per me ha fatto tanto“. Non rimane che augurare un ‘in bocca al lupo’ al centravanti albanese.