Tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe, 2 Coppe UEFA e una Supercoppa europea. E’ il palmares del Parma calcio che da ieri non esiste piu’. Nessuna proposta, nessuno che si sia fatto avanti. E la societa’, fallendo, abbandonera’ il calcio professionistico per ripartire – se si presenteranno le condizioni – dalla serie D. Non e’ la prima volta che accade ad un club nella massima serie del nostro campionato, ma i gialloblu nonostante gli ultimi anni travagliati erano dopo Milan, Juventus e Inter ancora il quarto club italiano (e il 15? in Europa) nella Classifica Generale delle coppe calcistiche UEFA vinte. La retrocessione in B dello scorso aprile seguiva quella del 2008 di una sola stagione. Il fallimento pesa ancora di piu’ per i tifosi che hanno vissuto i fasti della sponsorizzazione Parmalat, dell’era Scala, di Zola, di Faustino Asprilla. Ora si guardera’ al possibile ripescaggio al posto dei ducali, o meglio sui criteri che scegliera’ la Federcalcio.
E’ probabile una convocazione d’urgenza del consiglio per delineare le 22 che formeranno definitivamente la serie B della stagione 2015-2016: la classifica finale dell’ultimo campionato, la tradizione sportiva della citta’ e il numero medio degli spettatori allo stadio negli ultimi cinque anni. Potrebbero essere questi i valori che saranno esaminati, e resta in sospeso il fondo perduto da versare ad inizio campionato alla federazione che varia di serie in serie. Proprio la FIGC vuole evitare bagarre o ricorsi nel delicatissimo momento che investe il calcio dopo l’inchiesta Dirty soccer e le notizie odierne da Catania. I candidati piu’ probabili: il Brescia, la Virtus Entella, retrocessa soltanto a playout, ma qualora i criteri fossero simili a quelli dello scorso anno (ultimi 50 anni di storia, affluenza allo stadio), avrebbero chance anche Lecce e Reggina.