di Lorenzo Vitto – Nunzio Zavettieri ha 47 anni ed è nato a Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), nella periferia dell’Italia e del calcio: ma non s’è abbattuto e sta continuando a lavorare anno dopo anno compiendo grandi successi. Del “Bari dei miracoli” che lo scorso anno senza una società ha sfiorato la promozione in serie A, sconfitto soltanto dal Latina nella semifinale dei playoff, è rimasto ben poco: i pugliesi, nonostante la nuova ambiziosa proprietà e gli investimenti del calciomercato, stanno lottando per non retrocedere in Lega Pro, e quello che ufficialmente era l’allenatore, Roberto Alberti, è rimasto fuori dal giro e adesso è in procinto di allenare la disastrata Reggina, ultima in classifica nel girone C di Lega Pro, destinata ad un’amara retrocessione in serie D in una situazione difficilissima, resa ancor più incerta dalla trattativa per la cessione del club da Lillo Foti a un gruppo di imprenditori reggini più facoltosi.
Ma – come sempre quando ad allenare una squadra ci sono due allenatori – il vero artefice della favola Bari era proprio Nunzio Zavettieri: nei fatti era lui ad allenare la squadra, affiancato da Alberti soltanto perchè sprovvisto di tesserino. Non ci sarebbe stato motivo – qualora il mister nei fatti fosse stato davvero Alberti – di affiancargli un altro allenatore senza cartellino. Alla Reggina è già successo quest’anno, con Tortelli (provvisto di tesserino) a fare da figurante al vero allenatore, Padovano coadiuvato da Mozart. E lo scorso anno era il folkloristico Gagliardi a metterci la faccia rispetto alla vera guida tecnica, Zanin. Tutte esperienze fallimentari in riva allo Stretto, dove Alberti potrebbe rappresentare ancora una volta soltanto una sorta di prestanome rispetto a Mozart. Insomma, alla Reggina sembra cambiare tutto ma in realtà cambia poco o nulla. I tifosi, ormai stanchi dell’ennesima disastrosa stagione che sta condannando la squadra all’esclusione dal calcio professionistico, chiedono a Foti di mettersi da parte e di lasciare spazio alla nuova proprietà. La trattativa sembra ben avviata, ma queste mosse del Presidente lasciano immaginare che voglia ancora tenere duro. Certo, a prescindere dalla situazione attuale del club dello Stretto che negli ultimi 12 mesi ha cambiato 6 volte allenatore, appare paradossale che proprio un figlio di questa terra così bravo come Nunzio Zavettieri venga del tutto ignorato. Dopo la favola Bari, sta trascinando il L’Aquila verso una storica promozione in serie B. E’ subentrato dopo la 6^ giornata del campionato (girone B di Lega Pro), quando gli abruzzesi erano ancora senza vittorie e avevano rimediato 5 pareggi e una sconfitta in un deludente avvio di stagione. Con Zavettieri la squadra ha invertito la rotta: 7 vittorie in 10 partite, una sola sconfitta contro il Pisa e un saldo secondo posto in classifica, con nel mirino la capolista Ascoli. La favola Bari s’è spostata un po’ più a nord: è il miracolo di Nunzio Zavettieri, il reggino ignorato in riva allo Stretto..