“La volontà è quella di non perdere la nostra identità, vogliamo provare a trattenere il gruppo storico per affrontare in maniera serena il salto in Serie A. Non abbiamo nulla da perdere, guarderemo al bilancio e lanceremo i nostri ragazzi. Sarà una grande avventura”. Il direttore sportivo del Carpi, Cristiano Giuntoli, spiega la filosofia che guiderà gli emiliani nel prossimo campionato di Serie A. Il Carpi guida il campionato cadetto con 71 punti, 14 in più del Bologna secondo e a sette giornata della fine manca solo la matematica a sancire la promozione nella massima serie. “Mister Castori ha fatto un grande lavoro, è venuto in un ambiente dove è stato messo in condizione di lavorare bene -aggiunge Giuntoli ai microfoni di Radio anch’io lo Sport su Radio Rai-. L’ultimo pezzettino per la promozione l’ha messo lui, siamo grati al nostro tecnico e da parte nostra c’è la volontà di trattenerlo. Poi ne parleremo a fine stagione”. Il direttore sportivo degli emiliani spiega la filosofia vincente del club: “Lavoriamo da sei anni con la stessa proprietà e ci siamo resi protagonisti di una scalata eccezionale. Lo staff tecnico è stato fatto lavorare in maniera serena, la progettualità è stata decisiva. Nel calcio, però, questa parola è sempre meno d’attualità. Non voglio insegnare nulla, ma a Carpi abbiamo fatto un grande lavoro pescando talenti provenienti dalle categorie inferiori. Abbiamo creato una miscela atomica che ci ha permesso di essere al comando della Serie B”.

L’anno prossimo si prospettano due accesi derby con il Sassuolo: “I neroverdi hanno dirigenti bravi e una proprietà molto forte, noi siamo una realtà totalmente diversa ma mettiamo tanto entusiasmo per fare bene ogni giorno. Sarà strano fare un derby di Modena senza il Modena”. Giuntoli parla poi del problema stadio, con il ‘Cabassi’ inadeguato agli standard della massima categoria: “Proveremo a restare a Carpi aumentando la capienza. Qualora non dovesse essere possibile, ci guarderemo intorno”. Il ds del Carpi chiude commentando la proposta di giocare la prima giornata di Serie A all’estero: “Non devo essere io a parlarne, mi sembra comunque un progetto affascinante e per noi non sarebbe un problema. Andare a Palermo o Parigi con l’aereo cambia poco, aumentano solo di un po’ i costi”.