Il Latina è tra le squadre neo promosse in serie B. Un sogno che si avvera per la società laziale, che dal prossimo anno dovrà misurarsi con un campionato di alto livello. Soddisfatto per l’obiettivo raggiunto il vicepresidente, Fabrizio Colletti, intervenuto all’Adnkronos: “Raggiungere una categoria così prestigiosa come la serie B dopo appena un anno dal nostro ingresso nell’organigramma societario, sicuramente rappresenta un motivo di orgoglio. Nonostante le difficoltà, abbiamo deciso di condividere questo progetto con Majetta, altro vicepresidente della squadra, il quale come si ricorderà nel 2007 rilevò il club, e adesso siamo qui, a festeggiare un traguardo importante per l’intera città’“.
Dal prossimo anno, dunque, il Latina potrà finalmente giocare nella serie cadetta. Secondo Colletti, però, è necessario “affrontare le sfide con umiltà, ma anche con la consapevolezza che siamo una neopromossa. Come primo anno, l’obiettivo sarà quello di poter rimanere in B“. Sul calciomercato, invece, secondo il vice presidente è ancora prematuro fare considerazioni: “Ancora è presto, ma i rapporti con squadre di serie A ci sono, prime fra tutte con Roma e Lazio. In giro per l’ Italia ci sono tanti giovani con ottime prospettive. Speriamo di prenderne qualcuno o in comproprietà oppure in prestito“.
Tra i progetti in cantiere, ovviamente, quello di puntare sui giovani anche per questioni legate al bilancio: “Bisogna avere i conti in ordine – ha aggiunto Colletti – per due motivi essenziali: il primo, quello sicuramente più importante, per iscriversi al campionato e poi, in secondo luogo, per dare l’esempio, considerate anche le problematiche di natura economica che ci sono da anni nel nostro Paese“. Un accenno anche a quanto accaduto ieri a Lecce: “Purtroppo sono cose che non devono assolutamente accadere. Al Lecce va tutta la mia solidarietà e vicinanza, con l’auspicio di un ritorno in B per il prossimo anno. Se le squadre che sono arrivate ai playoff sono riuscite a giocarsi la promozione un motivo ci sarà. Onore sia a noi ed al Carpi ma anche a Lecce e Pisa“.
di Alessandro De Padova