Giornata importante per la Reggina. Allo stadio ‘Oreste Granillo’ ha parlato il presidente Luca Gallo. Il numero uno amaranto ha fatto il bilancio della stagione che ha portato la squadra calabrese in Serie B e si è proiettato al futuro, tra calciomercato e progetto stadio. Tanti i temi trattati da Gallo e alla fine l’annuncio che i tifosi attendevano da qualche settimana e che era nell’aria: l’arrivo di Menez. Questi alcuni passaggi della conferenza stampa del presidente della Reggina.
“Vi ringrazio, subito dopo la vittoria del campionato non ho detto nulla. Ho pensato di fare questa conferenza per fare un riassunto dello stagione. Durante l’anno non ho mai parlato, tranne qualche tweet. Ho lasciato lo spazio ai protagonisti: calciatori, allenatore e staff. Mi fa piacere vedere la Coppa, è bella. Quando sono arrivato ho visto un po’ di distacco verso i colori amaranto, c’era nostalgia di un passato nemmeno troppo lontano. Al Sant’Agata, in ogni parte della struttura, sto facendo in modo di scrivere la parola Reggina perchè tutti devono capire il senso di appartenenza. Il merito della promozione va a calciatori, allenatore e direttore sportivo. Io ho fatto ben poco. Alla vigilia del campionato in pochi puntavano sulla nostra vittoria. C’erano presidenti più famosi di me. Noi eravamo al quinto posto della graduatoria, perché io non avevo esperienza nel calcio. Siamo partiti a fari spenti, poi è stata una cavalcata vincente. Toscano è una persona diretta, così come Taibi. Una volta con il direttore non ci siamo parlati 15 giorni. Toscano non è mai stato in discussione, abbiamo stravinto il campionato”.
Poi uno sguardo al futuro e ai lavori da fare allo stadio: “E’ facile costruire dove non c’è nulla. Qualsiasi cosa fai, si nota. Io ho dato una base al club, che prima non c’era. La casa della Reggina è il Sant’Agata, l’ho trovato in pessimo stato. E’ servito un investimento importante a livello economico. Abbiamo provveduto a tutto. La vittoria della Reggina è un’impresa perché siamo partiti dallo zero assoluto. Adesso puntiamo ad un altro campionato di vertice per continuare a sognare. Lo stadio è un progetto che deve prendere forma. Ci sarà e sarà all’avanguardia, un regalo che la Reggina farà ai tifosi. Ci sono condizioni in ballo, alcune situazioni sono state fermate per il lockdown. Il Granillo è stato giudicato un impianto con potenzialità. Non sono stati fatti passi in avanti solo perché si è fermato tutto”.
Il futuro a livello sportivo e di programmazione: “Calciatori giovani o affermati? Vogliamo grandi giocatori, il resto è marginale. Tutto verrà valutato con il mister e con il direttore sportivo. Loro scelgono il calciatore, poi io valuto l’aspetto economico. Dobbiamo puntare su calciatori forti. Il mio sogno è la Serie A. Lì arriveremmo al 70% del progetto sportivo, l’altro 30% lo tengo per me. Io oggi ci sono, domani no, rimane la maglia. Ogni rapporto ha un inizio e una fine. Con la Reggina c’è un rapporto sentimentale. Sono stato trattato in un modo bellissimo. Sono arrivato dal nulla, ma arriverà il momento in cui andrò via. Quando arriverò in Serie A, comunicherò il motivo”.
Infine, come anticipato, l’annuncio che i tifosi aspettavano da tempo e che fa sognare tutto il popolo amaranto: “Il calciatore francese Jeremy Menez è della Reggina, contratto triennale. Il 26 giugno alle ore 12 arriverà all’aeroporto di Catania, alle 14 al porto di Messina, alle 15 al porto di Reggio. Il 27 giugno verrà presentato alla stampa, alle ore 15. Alle 17 sarà allo store per i tifosi della Reggina, per autografi e foto. La sera porteremo Menez al ristorante per una cena. E’ un campione, basta guardare il curriculum, un calciatore che ha giocato in squadre come Milan, Roma, Psg. E’ il mio regalo per la Serie B“.
Poco dopo l’annuncio è arrivato il comunicato ufficiale della Reggina: “Il Presidente Luca Gallo e la Reggina comunicano di aver acquisito le prestazioni sportive di Jérémy Ménez. L’attaccante francese si lega al club amaranto con un contratto triennale. Houdini, così ribattezzato per la facilità con cui nasconde la palla agli avversari, nasce a Longjumeau il 7 maggio 1987. A nove anni inizia il suo percorso nel settore giovanile del Sochaux, che lo porterà all’esordio tra i grandi il 7 agosto del 2004 (1-0 in casa contro l’Ajaccio). E’ il calciatore più giovane ad aver siglato un contratto professionistico in Ligue 1 e ad aver realizzato una tripletta (diciassette anni e otto mesi).
Nell’estate del 2006 si consuma il suo passaggio al Monaco, vero trampolino di lancio per un attaccante per cui si sprecavano i paragoni. Jérémy Ménez è semplicemente Jérémy Ménez e due anni più tardi il campionato italiano accoglie uno degli astronascenti del calcio europeo. In tre stagioni con la maglia della Roma disputa complessivamente 114 partite, realizzando 12 gol e sfornando 22 assist (suo vero cavallo di battaglia). Il nuovo corso “vincente” del Paris Saint-Germain parte dall’acquisto di una serie di stelle, tra cui, per l’appunto, Ménez. All’ombra della Tour Eiffel riesce a fare ancora meglio, gonfiando la rete in diciannove occasioni e fornendo 39 passaggi decisivi.
La stagione migliore dal punto di vista realizzativo è la prima al Milan. Tra l’estate del 2014 e la primavera del 2015 Houdini è capace di iscrivere il proprio nome al tabellino dei marcatori per ben 16 volte, stazionando, per qualche settimana, in vetta alla classifica capocannonieri. Le ultime esperienze sono distribuite tra Bordeaux (Ligue 1), Antalyaspor (Super Lig), Club América (Primera Divisiòn de Mexico) e Paris FC (Ligue 2). Proprio con i parigini ha chiuso la stagione (diciassette gare disputate) con all’attivo 4 reti e 4 assist. Da oggi Jérémy Ménez è ufficialmente un calciatore della Reggina e a lui va un caloroso benvenuto da parte di tutta la famiglia amaranto”.








