Per un Carlitos Tevez c’è un Emanuele Calaiò, per un Gonzalo Higuian c’è un Andrea Cocco e se vogliamo parlare di sorprese per un Jeremy Menez c’è un Ettore Marchi. La serie cadetta durante questa stagione di sorprese, cenerentole e fragorosi fallimenti sta dando risalto ai bomber italiani a differenza della serie A che vede padroneggiare gli argentini e il francesino del Milan. Leggendo la classifica dei cannonieri della serie A nei primi sei bomber soltanto uno è italiano e soprattutto a fine carriera, Luca Toni, mentre scendendo di categoria la situazione si ribalta totalmente con il solo Diablo Granoche a far compagnia a 5 italiani. Politiche diverse, meno soldi a disposizione, meno appeal e soprattutto nessun campione ma tanti attaccanti che in questo momento in serie A farebbero meglio dei vari Cop, Perica e compagnia.
Facendo una piccola analisi, in cima alla classifica marcatori spunta un nome davvero sprecato per la nostra serie cadetta, Emanuele Calaiò infatti con i suoi 17 gol ha dimostrato di essere un autentico fuoriclasse per la categoria. Nonostante le reti dell’arciere e quelle di Riccardo Maniero, eterna promessa, il Catania non riesce a sollevarsi dai bassifondi della classifica. Chi vive una situazione opposta e soprattutto inaspettata è Andrea Cocco che nel giro di un anno è passato da brocco a bomber di razza. Lo scorso anno tra Reggina e Beira Mar non era riuscito mai a esprimersi a buoni livelli, quest’anno invece sotto la guida di Pasquale Marino sta conducendo il sorprendente Vicenza ripescato al terzo posto della serie B.
LA SORPRESA. Alzi la mano chi poi si aspettava l’exploit di un certo Ettore Marchi della Pro Vercelli. Nella sua carriera solamente per tre stagioni aveva calcato i campi della serie cadetta con Triestina e Sassuolo. 6 e 5 rispettivamente in queste due esperienze fino ad arrivare a Vercelli. Ambiente tranquillo, 16 reti lo scorso anno che valgono la promozione e altre 17 quest’anno per salvare la compagine di Cristiano Scazzola.
LA CONFERMA. Ad Avellino ormai possono cantare “e segna sempre lui” infatti Luigi Castaldo ha già siglato ben 40 reti in tre anni diventando l’idolo indiscusso del Partenio. Ottima stazza, buona protezione di palla e grande senso del gol per uno degli attaccanti più decisivi e incisivi del campionato. Una vita in Campania, ha vestito oltre quella dell’Avellino anche le maglie di Benevento e Nocerina, con il sogno di spiccare il volo verso la massima serie. Meglio tardi che mai.