Giornata importante quella di ieri per il futuro dell’Ancona, la proprietà del club cittadino è passata in mano ai tifosi, la gestione sarà affidata alla Fondazione Unione Anconitana. Andrea Marinelli ha ceduto infatti le proprie quote alla Fondazione, l’Unione Anconitana sarà gestita dall’associazione di tifosi “Sosteniamolancona”. Ecco gli organi principali che costiuiranno la Fondazione: un’assemblea generale, un consiglio di indirizzo (composto dal presidente Fiorello Gramillano e da Lorenzo Gambelli, Franco Lorenzini, Paolo Bartola, Andrea Biekar, Claudio Matteini e Lorenzo Mondini) e un Revisore unico. Interessato a rilevare il club Gianluca Ius che in esclusiva per CalcioWeb spiega i motivi del perchè la trattativa non è andata in porto.
1) L’Ancona è passato in mano ai tifosi, l’interesse suo ad acquisire la società era forte, perchè la trattativa non è andata in porto?
Parlo senza aver avuto accesso agli atti formati ieri (che per trasparenza dovrebbero essere resi pubblici), fondandomi esclusivamente su quanto dichiarato fino a oggi dai soggetti coinvolti. Soci fondatori: Marinelli che conferisce l’86% delle quote di proprietà della US ANCONA 1905 e Sosteniamolancona che conferisce una somma di danaro irrisoria (2.000 o 3.000 euro). Quali fondatori, sia Marinelli che Sosteniamolancona faranno necessariamente parte dell’Assemblea Generale della fondazione fra le cui attribuzioni vi è la nomina del Consiglio di Indirizzo (a oggi ma solo a oggi appannaggio di Sosteniamolancona). In qualunque momento sarà possibile per Marinelli, i cui conferimenti sopravanzano di gran lunga quelli di Sosteniamolancona, assumere decisioni determinanti per la vita e la gestione della fondazione. Il futuro assetto proprietario della US ANCONA 1905 sarà pertanto il seguente: 86% di proprietà della fondazione, 2% di proprietà di Sosteniamolancona (che si noti bene non lo ha conferito nella fondazione a dimostrazione di quanto crede nel progetto!), il rimanente 12% suddiviso fra sei altri soci, in ragione del 2% ciascuno, fra i quali la sorella e la moglie di Marinelli. Neppure formalmente pertanto la proprietà della squadra è passata nelle mani dei tifosi. Tutta questa operazione fa pensare che Marinelli, usando come ariete Sosteniamolancona, si proponga, attraverso il consenso popolare che l’iniziativa riscuote, di ottenere dall’Amministrazione Comunale gli impianti sportivi di cui lui non è riuscito a dotare la squadra nonché di reperire ulteriori sponsor così da ridurre il suo impegno economico nei confronti della squadra. D’altronde Marinelli stesso non fa mistero della possibilità di un suo rientro, ove le condizioni fossero di suo gradimento.
2) Quali sarebbero stati i suoi progetti per portare alla rinascita l’Ancona?
Proprio questo aspetto ha portato alla rottura della trattativa con Sosteniamolancona. Progetti importanti a livello internazionale, l’Ancona è una realtà importante con potenzialità di marketing enormi. I miei principali obiettivi riguardavano l’ammodernamento dello stadio, offrire alla società un centro sportivo ed infine la Cittadella dello Sport.
3) Per il futuro vede una possibilità d’ingresso nella società Ancona oppure tutto è sfumato definitivamente?
A queste condizioni riaprire la trattativa è complicato. Perchè un imprenditore dovrebbe investire in una Fondazione e quindi senza avere un ritorno economico? Ad oggi non ci sono margini per rientrare.
4) A questo punto come vede il futuro dell’Ancora? Ci sono speranze di riassaporare un calcio di buon livello?
Non lo vedo semplice: gli interessati affermano che il primo problema è quello di reperire fondi, ma non capisco per quali motivi imprenditori e sponsor dovrebbero investire nella fondazione che non può garantire loro alcun ritorno economico. Non è giusto affidare i destini di una squadra alla speranza di graziose liberalità da parte di qualcuno che si proponga esclusivamente intenti di beneficenza.