Aversa e Cavese si sono incontrate ieri per una normale gara del campionato di Serie D, ma secondo quanto riportato dall’Ansa, ci sarebbero stati scontri tra la polizia ed alcuni tifosi all’esterno dello stadio prima del match tra la squadra locale e la squadra salernitana della Cavese appunto. Si è parlato di posti di controllo forzati, cariche della polizia, ed addirittura un dirigente del commissariato locale rimasto confuso durante il ‘contatto’ tra le parto e finito all’ospedale.
Ma a quanto pare c’è un’altra versione ben diversa. Stamane infatti, ha scritto alla nostra redazione un tifoso indignato: “tutto falso ciò che è stato detto in merito ad Aversa-Cavese”. Di scontri e feriti nessuna traccia secondo quanto rivelato dal tifoso ospite. A quanto sembra gli ultras sarbbero stati trattenuti su una piazzola dalla polizia stradale per 4 ore, senza potersi muovere dai rispettivi pullman, e senza neppure poter andare in bagno, con be 500 poliziotti ad accoglierli. “Hanno perquisito tutti, pure le donne. Ci hanno fatto togliere scarpe calzini, ci hanno fatto foto in primo profilo e con carta di identità in mano, come si fa quando arrestano i criminali ad uno ad uno, non potete immaginare la scena, nemmeno fossimo carcerati noi siamo andati a vedere la partita tutti con i biglietti. Tu pensa 1000 persone a farle scendere dai pullman ad una alla volta. Poi fatte sedere a terra, nemmeno con gli immigrati fanno così”.
In merito ai presunti scontri invece ha aggiunto: “Solo qualche spintone per entrare più in fretta contro la guardia di finanza ma poi nulla. L’altra tifoseria ci ha applaudito, altro che scontri. Gli altri hanno scritto che abbiamo fatto gli scontri ma credono che andiamo a fare la guerra? C’è gente che la mattina dopo va a lavorare!” Adesso si attendono risposte dagli organi competenti, ed i referti della polizia di Stato.