Calcio malato, Lo Monaco durissimo su Lotito e Tavecchio: “inquietanti, Messina uno dei pochi club a schierarsi”

Il Presidente del Messina Pietro Lo Monaco non risparmia accuse durissime nei confronti del presidente della Lazio e patron della Salernitana Claudio Lotito

Il nuovo caso che scuote il calcio italiano dopo la denuncia di Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia, nei confronti del presidente della Lazio e patron della Salernitana Claudio Lotito, crea nuove fibrillazioni soprattutto in Lega Pro. Lunedì 16 febbraio, infatti, è in programma proprio la prosecuzione dell’assemblea di Lega Pro sospesa il 15 dicembre scorso in cui bisognerà discutere l’approvazione dei criteri di ripartizione degli introiti derivanti dalla cessione dei diritti audiovisivi 2014/2015 e l’approvazione delle linee guida per la stagione 2015/2016, oltre ad eleggere un consigliere di Lega. Un appuntamento strategico che non passa inosservato. In Lega Pro, per giunta nello stesso girone di Ischia e Salernitana, milita il Messina di un altro personaggio noto al calcio italiano come Pietro Lo Monaco, esperto e navigato dirigente che a Messina è il proprietario del club.

lo monaco 02Ai microfoni di CalcioWeb, Lo Monaco ha commentato il caso Iodice: “cosa dovrei dire di una denuncia che si basa su una registrazione telefonica tra un tesserato della Lega Pro e il Vice presidente federale nonché presidente di una squadra di serie A nonché patron della Salernitana nonché consigliere della Lega Serie A… non so cosa avrei più da aggiungere, si traduce in una sola parola: il calcio italiano. Una situazione che si commenta da sola. Il mio primo pensiero sulla questione? Il calcio è messo proprio male, parliamo di cambiamenti ma il nostro calcio non ce la fa ad invertire la tendenza. Le solite cose all’italiana viste e riviste“.

Però Beretta minimizza.

Anche questo si commenta da solo. Io credo che siano delle dichiarazioni gravi, per ammissione proprio del diretto interessato, essendoci una registrazione telefonica con la voce del diretto interessato credo che non faccia piacere a nessuno apprendere che il calcio è in mano ad un solo uomo e basta: quello è messo lì e non conta niente, quell’altro non conta niente… l’importante che a contare sia uno solo. Non è una bella cosa, è inquietante. Inquieta pensare che c’è uno che fa avere i soldi alla Lega Pro quando sono cose legittime che dovrebbero essere di norma. I soldi alla Lega pro, alla serie C, alla serie B arrivano non perché hanno i parenti poveri ma perché fanno parte di un sistema, il sistema calcio che si basa sulle componenti della FIGC, quindi anche la lega Dilettanti si basa sulla distribuzione dei proventi che chiaramente hanno come vertice la serie A, di conseguenza la Serie B vive perché è il sistema che garantisce la vita alla serie B, non è una persona singola. Il calcio ha veramente bisogno di guarire e può farlo solo con una rivoluzione. Io sono stato l’unico, se non l’unico uno dei pochissimi, che quando c’è stata l’elezione di Tavecchio si è schierato apertamente. Il Messina mi pare che abbia espresso un punto di vista serio, nulla di personale contro Tavecchio o Albertini ma il calcio ha bisogno di essere rifondato perché è un calcio malato, che non ha più nessun traguardo da raggiungere. C’è un modo di fare che è consuetudinario e sempre aperto ai furbetti del paese, al furbo che conta più degli altri. Il coraggio per la rivoluzione non c’è l’abbiamo anche se ne avremmo bisogno“.

lomonacomercatoMa il calcio non è sempre stato così?

I giochetti di prestigio ci sono sempre stati, però il risultato oggi è uno solo: che il calcio nostro esprime poco o niente a livello tecnico e a livello di strutture è un calcio che è all’anno zero, come i paesi del terzo mondo. Eppure gira una marea di soldi e quindi evidentemente questi soldi sono nelle mani di nessuno. E’ così, è un dato di fatto certo. La serie A fa mille e 200 milioni di diritti televisivi eppure abbiamo società sempre indebitate, le strutture sono all’anno zero, siamo al terzo mondo, di tutto e di più. Oggi viene fuori tutto questo modo di fare, ma tutti lo sapevano già in qualche modo“.

Come mai il “caso” è esploso in Lega Pro?

Perché in lega pro c’è un malessere dettato dalle società che sono le vere padrone della Lega Pro, che hanno dimostrato di volere un cambiamento di format perché negli ultimi anni hanno avuto solo problemi. Il cambio di governante è osteggiato in maniera netta e lampante da un uomo solo che si è fatto carico di difendere l’indifendibile e si sta esponendo davanti a quello che sta succedendo e ne viene fuori di tutto e di più. Ripeto, queste sono cose che fanno male in maniera incredibile al calcio, ti fanno capire che c’è l’impossibilità di cambiare le carte in tavola, che il calcio italiano è destinato a scoppiare, ma i primi sono quelli che lo gestiscono a certi livelli. Il presidente della FIGC che spende 100 mila euro per comprarsi 20.000 copie del suo libro… questo è un dato di fatto, il presidente deve dimettersi immediatamente e invece sta sempre lì. E l’altra volta la frase infelice sugli extracomunitari, e ora le 100 mila copie… ma è sempre lì, perché evidentemente c’è l’interesse a tenerlo lì per poter poi dopo gestire quello che è l’organismo che decide le sorti del calcio. Nel calcio non c’è la forza di cambiare le cose, ognuno pensa al suo giardinetto, alle sue belle entratine e si va avanti per inerzia. Mentre invece in questo momento c’è più che mai bisogno del cambiamento“.

Si può fare? C’è la gente per farlo?

Secondo me sì”.