Hanno sgonfiato tutto, un’altra volta. E forse questa è la cosa che fa più male rispetto a tutte le altre, perché lo schiaffo in pieno viso arriva da chi il calcio dovrebbe difenderlo e tutelarlo nel rispetto delle regole, con i principi di onestà come capisaldi imprescindibili. Invece no, non è così, nonostante per amore di quella palla rotonda si continua a credere ‘Che sì, dai, è solo una pagine buia”.
La richiesta di retrocessione in Lega Pro con cinque punti di penalizzazione per il Catania arrivata dal Procuratore Federale Stefano Palazzi, lascia senza parole. E non per il popolo rossazzurro, vera vittima di una situazione surreale, ma per il senso di impotenza davanti ad un ‘quasi concetto di impunità’ così palese da sembrare surreale. E sia ben chiaro la considerazione va oltre ogni colore, ogni oltre tifo e/o simpatia. Cos’ come va oltre ogni logica di collaborazione con le indagini da parte dell’ex presidente Pulvirenti.
La richiesta arrivata da Palazzi sembra quasi un invito a provare a far i ‘furbi’, cosa vuoi che sia in fondo: il rischio, a confronto della pena, è così limitato che correrlo sembra quasi doveroso. Assurdo, permettetecelo. Rabbia, delusione, impotenza: no, così proprio non va. Ed il grido di ribelliano questa volta arriva proprio da chi (i tifosi) sono quasi abituati a porgere l’altra guancia. Per amore di una palla, ormai sempre più sgonfia.