Il calcioscommesse è in questo periodo storico un vero e proprio cancro per lo sport più bello del mondo. I campionati professionistici e non, quest’estate hanno vissuto rivoluzioni continue, provocando enorme scompiglio. Oltre alle società, più o meno giustamente colpite, a pagare il prezzo di qualche “scommessa di troppo”, sono stati anche (se non sopratutto), giovani sognatori determinati a diventare calciatori: i ragazzi delle giovanili delle squadre colpite dagli scandali. Da assoluti incolpevoli, spesso questi ragazzi si trovano a pagare un prezzo che non gli compete affatto, come nel caso della Torres. La squadra sarda è stata retrocessa “last minute” dalla Lega Pro alla Serie D, in data 29 agosto. Ciò ha provocato enormi problemi al settore giovanile della società, ed il perchè è presto detto. Ben 40 ragazzi, con tanto di sacrifici economici, hanno lasciato famiglia ed amici ad inizio agosto per andare a vivere un esperienza nuova con il sogno di diventare calciatori. Dunque gambe in spalla e via: nuova scuola, nuova vita lontano dalla famiglia in collegio ed un sogno da inseguire correndo dietro ad un pallone. E proprio qui arriva l’inghippo. Molti di questi ragazzi, chiamati alla Torres per disputare il campionato nazionale Berretti, leva 97/98, con la retrocessione in Serie D sono rimasti “senza campionato”, dato che la Berretti è riservata alle squadre di Serie A, B e Lega Pro.
“Abbiamo cercato di formare squadre competitive, pescando buoni prospetti, su tutto il territorio sardo”, ha rivelato a CalcioWeb il responsabile scouting della Torres Andrea Colombino, ma “ancora non sappiamo di che morte dovremo morire”. Il problema sopra citato non riguarda solo la Berretti, ma anche gli allievi 99/2000 e giovanissimi nazionali 2001, ancora più giovani, dunque problemi ancor più grandi.
La Torres ha dunque chiesto di essere ugualmente ammessa al torneo Berretti, ma come spesso accade in Italia, la burocrazia è sempre molto farraginosa, ed i responsabili del settore giovanile sono stati rimbalzati da una federazione all’altra senza nessun profitto. La morale della favola? Quaranta ragazzi con un sogno che rischia di infrangersi, potrebbero essere loro a pagare a caro prezzo il conto del calcioscommesse.