Lecce – Carpi e quello spettacolo osceno: basta ai cretini!

lecceLa giornata di ieri ha sancito la storica promozione in Serie B del Carpi, cui ha fatto da contraltare il fallimento sportivo subito dal Lecce, che rimane in Lega Pro dopo avere convintamente inseguito il sogno di ritornare subito nella serie cadetta. E cosa hanno pensato bene di fare alcuni ‘sostenitore’ del Lecce? Entrare in campo, arrivare anche sino agli spogliatoi, far danni alle cose e, soprattutto, alle persone. Diversi poliziotti e steward, difatti, hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici, e per alcuni si è reso necessario andare in ospedale.

Come possiamo definire tutto ciò? Una grandissima merda! Ne abbiamo proprio le scatole piene e non è il caso di ricorrere a mezze frasi o parole che possano magari indorare la pillola. Non è ammissibile che, al giorno d’oggi, si verifichino ancora episodi simili! E’ un’indecenza delle peggiori: la razza umana che diventa animalesca e si abbandona al vandalismo e alla caccia all’uomo. E’ chiaro che bisogna assolutamente prendere provvedimenti drastici, perché non è il caso di aspettare che ci scappi il morto – l’ennesimo –, per lasciarsi poi andare ai commenti disperati, di cordoglio o presunti tali.

Stiamo esagerando? No, per nulla, vogliamo solo pulizia nel calcio, pulizia da tutti quegli elementi che possano nuocere a questo bellissimo sport. Chiudete le curve dei facinorosi che si rendono protagonisti di questi gesti! E non per una o due settimane, ma per uno o due anni! Cambiate le leggi, usate il pugno duro! E voi società, tagliate l’infame cordone ombelicale che vi lega a certi esponenti che del tifoso non hanno niente e  che rappresentano invece l’emblema del peggior malaffare tutto italico.

Ieri qualcuno ha addirittura avuto l’ardire di sostenere che “i tifosi del Lecce hanno perso la testa, si sono lasciati sopraffare dalla rabbia”. Ma che testa? Quale rabbia? Non c’è giustificazione od attenuante che tenga: c’è solo da disprezzare assolutamente i protagonisti di questi misfatti. E, soprattutto, da punirli, e non con il Daspo del caso che, puntualmente, viene aggirato e disatteso. Non vogliamo più fumogeni negli stadi, ne’ botti, ne’ coltelli o pietre, ne’ pazzi pronti a scatenare l’inferno senza pagare chissà quali conseguenze. Vogliamo un calcio più bello e pulito. Altrimenti, prima o poi, prepariamoci a commentare fatti ancora più gravi di quelli cui abbiamo assistito ieri…