Non sono bastati i 67 punti conquistati, né i 15 gol di Davide Moscardelli (terzo miglior marcatore del Girone C della LegaPro), né il blasone di squadra e calciatori: per il terzo anno consecutivo, il Lecce fallisce la risalita verso la Serie B. Ma, a differenza delle scorse stagioni, quando il cammino si era interrotto nelle finali playoff (perse, tra l’altro, contro Carpi e Frosinone, cioè due squadre appena promosse in serie A), in questo 2015 non ci sarà neppure la coda degli spareggi, visto il sesto posto definitivo cui sono giunti i giallorossi al termine di un campionato tra alti e (molti) bassi, che ha visto alternarsi bene tre tecnici sulla panchina. Per rivivere tutte le fasi del torneo, basta collegarsi a http://www.leccenews24.it/sport/, dove trovare notizie e aggiornamenti costanti sul Lecce e sullo sport salentino.
Strada in salita. L’inizio non è dei più confortanti, ma per questioni extracalcistiche. Infatti, il concerto dei Negramaro allo Stadio Via Del Mare del 26 luglio lascia il terreno di gioco in condizioni a dir poco disastrose. Ne nasce un contenzioso tra la proprietà e il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che mina ulteriormente i rapporti tra due pezzi importanti della città. Il manto erboso viene ristabilito, ma intanto bisogna fare i conti con un’altra delusione: dopo giorni di speranza, la Lega boccia i salentini e ripesca in Serie B il Vicenza al posto del Siena, fallito. La promozione andrà conquistata sul campo.
Lo sprint di Lerda. Ai blocchi di partenza, a guidare la squadra c’è ancora Franco Lerda, reduce dalla sconfitta contro il Frosinone (che ha lasciato pesanti strascichi anche per l’allenatore, squalificato per ben 7 mesi a causa degli scontri post-partita, poi ridotti a 4, ma in panchina andrà il vice, Chini). Oltre alla conferma dei “senatori” Miccoli, Diniz e Abruzzese, la campagna acquisti porta in Salento alcuni pezzi da novanta come Davide Moscardelli, Daniele Mannini e Alessandro Carrozza, tutti con trascorsi anche nella massima serie. Il campionato inizia con una sconfitta, ma le cose migliorano almeno fino a dicembre, quasi il Lecce incorre in tre sconfitte consecutive che portano all’esonero di Lerda.
Doppio cambio. I Tesoro scelgono Dino Pagliari come mister, e con lui improntano la campagna acquisti invernale, che smuove di molto la rosa. L’avventura di Pagliari dura solo fino al 3 febbraio, perché i risultati latinano, e allora si punta su Alberto Bollini. È lui che condurrà la squadra fino all’ultima giornata, conclusa come detto con il pareggio in trasferta sul campo della Vigor Lamezia che determina il sesto posto. La stagione termina troppo in anticipo rispetto alle speranze.
I problemi societari. Sul Lecce, ora, si addensano nubi grigie. La famiglia Tesoro, subentrata agli storici Semeraro nel 2012, sembra infatti sempre più intenzionata a lasciare la proprietà, come confermato a febbraio scorso, fiaccati dalle polemiche e dal poco sostegno che ritengono di aver ricevuto negli anni dal pubblico salentino. Da un problema, però, potrebbe derivare una opportunità: è infatti trapelata la notizia che tra gli interessati a rilevare il club ci sarebbe anche il vulcanico presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, che ripercorrerebbe la strada intrapresa da Lotito con la Salernitana. Ferrero potrebbe ridare al Lecce un po’ di entusiasmo, oltre che i necessari investimenti per rilanciare la scalata al “calcio che conta”. Al momento non ci sono impegni formalizzati, e quello di Ferrero rischia solo di essere un nome che crea false illusioni. Di sicuro, però, i tifosi giallorossi si attendono cambiamenti positivi, che possano riportare la squadra ai fasti di un tempo.
Di Angelo Vargiu