Quella di Giovanni Sciliberto, 17enne attaccante del Messina, è una favola straordinaria: giovane promessa peloritana, oggi ha esordito in Lega Pro per la prima volta in prima squadra quando, al 35° minuto del secondo tempo, è entrato in campo al posto di Giorgio Corona, veterano (compirà 41 anni a maggio) e bandiera giallorossa, anche oggi in gol (5° stagionale) nella vittoria regalata dalla Befana al Messina che ha battuto 3-0 il Savoia in un’importante sfida salvezza che consente ai siciliani di iniziare nel modo migliore il 2015.
Giovanni è il figlio di Luccio Sciliberto, l’uomo travolto dal fango ad Altolia durante la terribile alluvione del 1° ottobre 2009 che ha provocato 31 morti a 6 dispersi, tra cui appunto Luccio che stava aiutando una signora a salvarsi quando è stato inghiottito da un fiume di fango che l’ha travolto chissà dove.
Una passione per il calcio quella di Giovanni, supportata dal padre che lo accompagnava ogni giorno agli allenamenti. Dal drammatico momento della sua scomparsa, Giovanni non l’ha mai abbandonato: si dedica sempre al suo ricordo e alle sue ricerche e intanto ha sempre continuato a coltivare il suo sogno di diventare un calciatore professionista. A 17 anni sostiene la propria famiglia, la madre disoccupata e il fratello più grande: per quella tragedia hanno perso anche la casa e vivono ancora in affitto non senza sofferenze. Giovanni è un attaccante che quest’anno con la squadra “Berretti” ha già realizzato 8 reti e adesso si presenta come uno dei migliori prospetti giovanili del calcio messinese. Nel segno di Luccio.