Derby dello Stretto, basta solo la parola. Derby dello Stretto e intorno tutto si ferma, trattiene il respiro. Emozioni che rapiscono, lasciano senza fiato, vortice pazzesco che rimbalza da una parte all’altra dello Stretto. Stadio San Filippo, meno di 24 ore, poi sarà ancora Messina-Reggina, atto secondo di un playout di che vale una stagione. Forse più, sicuramente di più. Perché quella Lega Pro tanto bistrattata e con mille problemi da correggere è pur sempre l’ultimo vagone di un treno che sulle fiancate porta ancora ben affisso il marchio del calcio professionistico. E alla prossima fermata, nessuno vuole scendere.
Messina e Reggina una contro l’altra, nobili decadute di un calcio che a certi costi, dispiace, ma proprio non può andare avanti. Costretto a rallentare, semaforo giallo (tendente al rosso) che però, almeno per un pomeriggio di fine maggio vuol mettere da parte ogni problema, quasi come se non esistesse, concentrandosi solo a tifare. Perché, chi quelle due maglie le ha davvero nel cuore, non andrà di certo a guardare la categoria: Serie A, B o Lega Pro poco importa e sarà così anche in D, c’è da scommetterci. Messina e Reggina, ancora volta, facce genuine di uno Stretto pronto ad esplodere di passione. Messina e Reggina, ora tocca soltanto a voi: prego, che lo spettacolo abbia inizio.