Il presidente tuona: “Fase 2 alla cieca, è cambiato solo il nome. Perché no aperture differenziate per regione?”

"Abbiamo solo cambiato nome alla fase uno, si va un po' alla cieca. Perché non differenziare le aperture regione per regione?"

Il presidente della Ternana, Stefano Bandecchi, è intervenuto alla trasmissione di TMW Radio ‘Stadio Aperto’, parlando della Fase 2 istituita dal Governo ma anche del futuro della Serie C.

LA FASE 2“Trovo che non debba esistere una fase 2 nazionale, ma venti fasi 2: ogni regione ha una storia diversa e questo avrebbe permesso alla nazione di rimettersi gradualmente in moto ma anche agli scienziati di vedere cosa succedeva con il vero liberi tutti, che sarà solo dopo il 18 maggio, quando riapriranno i negozi e si potrà girare senza permesso, o meglio si spera. Potremmo trovarci con Piemonte, Lombardia, Emilia e Liguria che avranno problemi ben diversi da altre regioni. Prima o poi bisognerà anche sperimentare. Ieri sera mi dicevano vicino dal Governo che con più tamponi scopriremmo più casi. Ma quindi che si fa, si va alla cieca? Insomma, abbiamo solo cambiato nome alla fase uno. Potevamo chiamarla Luigi più che fase due”.

IL FUTURO DELLA SERIE C“Voglio essere chiaro. La mia soluzione preferita sarebbe ricominciare a giocare il 25 agosto con sistemi di sicurezza veri, finendo in 2-3 mesi playoff e Coppa Italia. Appena finito, si ricomincerà con il nuovo campionato: per me i tempi ci sono. Per me la B e la C non hanno le stesse problematiche della Serie A. La seconda soluzione che preferirei è chiudere tutto: chi è primo è promosso in B, chi è in fondo va in D. Il problema a quel punto lo risolvi giocando a luglio playoff e playout. Poi c’è anche la terza soluzione: mi va bene anche a testa o croce, io sono sfortunato e rimarrò in C ma ci possiamo stare. Se c’è una guerra bisogna adattarsi, senza manfrine. Io da quando è iniziata la crisi non ho perso una sola ora di lavoro nelle mie aziende, le ho strutturate”.

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