Promozione Robur, la gioia di Portanova e Siena: “emozioni uniche, la categoria non fa la differenza”

Il difensore del Siena: "la scelta di tornare mi ha premiato"

Si fa festa anche di lunedì a Siena dopo che ieri la Robur ha conquistato la promozione in Lega Pro con la vittoria a Massa. La città è tappezzata di bandiere bianconere, per le strade non si parla d’altro che del trionfo nel girone E. Le celebrazioni per la vittoria, arrivata ad appena dieci mesi dalla mancata iscrizione al campionato cadetto e all’istanza di fallimento della precedente gestione, sono andate avanti fino a notte fonda. I protagonisti della ‘cavalcata’, reduci dalla trasferta vittoriosa, hanno incontrato la tifoseria per un grande abbraccio. Tra i giocatori più acclamati, e uomini simbolo della squadra, c’è sicuramente Daniele Portanova che dopo aver lasciato il Genoa era svincolato: ha ricevuto richieste da squadre di A e B, poi però ha accettato la chiamata del Siena, dove era già stato e aveva lasciato un grande ricordo dal 2004 al 2009.

Da gennaio è tornato in campo dando un grande contributo alla causa: “Quelle che ho provato ieri sono emozioni uniche, che ti rimangono dentro – racconta il difensore -. Questa gioia è la dimostrazione che non è la categoria che fa la differenza, ma l’amore per questo sport e per la maglia che indossi”. A conti fatti, la scelta di tornare a Siena è stata premiante: “Ho avuto tante richieste da squadre di categoria superiore – racconta Portanova -, ma non ero motivato al punto giusto per accettare. Solo a Siena ho trovato gli stimoli giusti, sono contento della decisione che ho preso. Questa città merita palcoscenici più grandi. Non so cosa succederà in futuro, per adesso preferisco vivere il presente, poi vedremo”. Un legame forte quello tra Siena e il difensore romano, una dedica speciale: “Parlo con il cuore in mano: il mio pensiero va a Paolo De Luca (l’ex presidente bianconero scomparso nel 2007, ndr), una persona stupenda con cui ho vissuto anni meravigliosi. Sicuramente da lassù ci ha dato una grossa mano”.