Messina-Reggina, minuto 85, stadio San Filippo: i siciliani stanno vincendo il Derby dello Stretto con il risultato di 4-0, la Reggina è già ultima in classifica e con questa sconfitta sprofonda sempre di più verso i Dilettanti. Eppure i 650 tifosi di Reggio Calabria che sotto il diluvio hanno attraversato lo Stretto, in quel momento hanno tirato fuori l’orgoglio sfoderando una “sciarpata” degna della Serie A. Poi il gol della bandiera di Roberto Insigne, fratello del più famoso Lorenzo, che con la maglia della Reggina quest’anno in Lega Pro ha segnato 7 reti e il triplice fischio dell’arbitro con il risultato di 4-1: i messinesi fanno festa sotto la loro Curva Sud, nel settore ospiti va in scena l’orgoglio amaranto con cori, bandiere che continuano a sventolare e sciarpe mostrate al cielo.
La Reggina sta vivendo una parabola calcistica drammatica: il ciclo che ha portato gli amaranto nei più grandi palcoscenici d’Italia è finito da tempo. Dopo la retrocessione del 2009 alla serie A alla serie B la squadra ha vissuto 5 stagioni nella categoria cadetta prima inseguendo il sogno di tornare immediatamente in A coltivato per tre anni consecutivi (la “corazzata” di Novellino, i playoff raggiunti con Atzori e persi con la beffa di Novara e lo sciagurato esonero di Breda con quella che probabilmente era la squadra migliore), poi una lotta per non finire nell’inferno di quella che una volta si chiamava serie C evitato il primo anno grazie a Pillon ma poi concretizzatosi con il disastro confezionato dagli errori della società proprio nell’anno del Centenario, la scorsa stagione. Così dopo 19 anni sempre tra serie B e serie A, un’impresa riuscita a pochissimi club in Italia, la Reggina è tornata in Lega Pro e ha ritrovato quest’anno quel Messina che non incrociava da 7 lunghissime stagioni, da quando cioè al Granillo il 18 aprile 2007 la Reggina vincendo 3-1 sbatteva il Messina in serie B per la seconda stagione consecutiva, toccando l’apice dell’euforia di tutta la storia amaranto e aprendo di fatto la più grande storica crisi dei peloritani, che hanno disputato 5 campionati consecutivi nei campi di terra battuta della serie D.
Adesso la Reggina lotta disperatamente per non retrocedere in Serie D, è ultima in classifica anche a causa dei 4 punti di penalizzazione e delle difficoltà economiche del club che a luglio è riuscito ad iscriversi al campionato in extremis. Ma nonostante tutto questo, la passione e il tifo rimangono uguali ai tempi del massimo splendore nella serie A. “Oggi sugli spalti abbiamo vinto noi – afferma un tifoso sul traghetto di rientro a Reggio – eravamo 650 con la squadra ultima in Lega Pro, loro otto anni fa al Granillo erano 15 ed erano penultimi in serie A. Non importa se si vince o si perde, noi siamo qua solo per la maglia e non la abbandoneremo mai. Per loro è facile essere felici adesso, ma dov’erano quando la loro squadra era in difficoltà?“.
Le foto di Paolo Furrer:
















